Italia

VESCOVI IALIANI: SERVIZIO CIVILE, «UN’EREDITÀ PREZIOSA DA VALORIZZARE»

Piena fiducia alla Caritas italiana per il lavoro svolto a fianco dei giovani e sul territorio sul fronte dell’obiezione di coscienza e del servizio civile. Ad esprimerla sono stati i vescovi italiani nel comunicato finale al termine del Consiglio permanente della Cei. Nel corso dei lavori, i vescovi si sono occupati della riformulazione del servizio civile, “non più come alternativa agli obblighi di leva ma come proposta a cui possono aderire liberamente i ragazzi e le ragazze di età compresa tra i 18 e 28 anni”.

In vista della riforma del modello di difesa del nostro Paese, che condurrà nel 2004 alla sospensione degli obblighi di leva, il Consiglio permanente della Cei ha dato mandato alla Caritas italiana di “coordinare il servizio civile svolto presso le Caritas diocesane” e di “continuare l’opera di sensibilizzazione in tale campo”. “In questi anni – scrivono i vescovi – attraverso la scelta dell’obiezione di coscienza e il servizio civile, è stata intessuta una trama di relazioni tra Chiesa, giovani e territorio che ha consentito di realizzare, sin dal 1974, cammini di crescita umana e cristiana e di produrre significative esperienze di solidarietà”.

Dal 1977 ad oggi il servizio civile in Caritas ha interessato circa 100 mila giovani. Attualmente sono circa 3.000 gli obiettori in servizio in 190 Caritas diocesane. 73 Caritas diocesane hanno già aderito al progetto del nuovo servizio civile, per una capacità di impiego di 333 volontari e volontarie. Inoltre, sono state già avviate nuove iniziative sperimentali, promosse insieme al Servizio di pastorale giovanile e alla Cooperazione missionaria, come il servizio civile femminile e i “Caschi bianchi” (giovani impegnati in situazioni di crisi). Sir