Prato

Torna il progetto 5 euro, welfare pratese per le famiglie

di Giacomo Cocchi Possiamo chiamarlo welfare dal basso, una iniziativa di sussidiarietà orizzontale che rafforza la volontà di uscire tutti insieme dalla crisi. Anche nel 2010 prosegue l’impegno del «Progetto 5 euro», l’iniziativa lanciata un anno fa per aiutare le famiglie e le persone di Prato in difficoltà economica. È la prima del genere in Italia e venne promossa nel febbraio del 2009 da tutte le componenti istituzionali e sociali pratesi: Diocesi, Comune, Provincia, Cgil, Cisl, Uil, Unione industriale, Cna, Confartigianato, Confesercenti, Unione commercianti, Camera di Commercio, Coldiretti, Lega Coop, Confcooperative, Cogefis. Il progetto è semplice quanto efficace e di immediata utilità per chi ha bisogno: dallo stipendio, una tantum, i lavoratori di Prato e provincia potranno ancora una volta devolvere 5 euro e le imprese si impegnano a fare altrettanto. Così in quindici mesi, questa donazione è riuscita a distribuire a 160 famiglie del territorio 116.683 euro. «Un risultato importante – sottolinea Gabriella Melighetti, coordinatrice del progetto – che vogliamo ripetere anche quest’anno, a fronte delle continue richieste che abbiamo». Dal centro di ascolto famiglie, curato dell’Associazione «Insieme per la famiglia», il fondo di solidarietà gestito dalla Caritas diocesana, nato per volere del Vescovo Simoni nel 2003, fanno sapere che solo nel mese di giugno le richieste di aiuto sono state 17, la maggior parte provenienti da italiani. Non si tratta, come dicono i promotori, di aiuti risolutivi ma di vitali boccate d’ossigeno che si concretizzano nel pagamento di rate del mutuo o aiuti economici per il pagamento di debiti, affitti e arretrati di utenze domestiche. Una specie di ammortizzatore sociale solidale e d’emergenza che serve a far fronte al duro momento che sta colpendo il distretto. Adesso, la nuova sottoscrizione dei 16 soggetti istituzionali aderenti, che rilanciano l’impegno a continuare l’iniziativa. Con alcune novità. «Vogliamo allargare la partecipazione – dice Melighetti – invitando anche gli ordini dei professionisti e inoltre abbiamo ravvisato la necessità di una mappatura del territorio provinciale per conoscere meglio le situazioni di disagio e mettersi in rete con chi fa assistenza come le parrocchie e la Caritas». Altro impegno sarà quello, nel mese di settembre, di avviare dei contatti con le associazioni dei consumatori e con le aziende a partecipazione pubblica che sul territorio erogano servizi domestici, come ad esempio Consiag, Asm, Pubbliacqua. «La volontà – spiega Melighetti – è quella di chiedere una collaborazione al fine di prevedere trattamenti ad hoc delle varie situazioni sulla base dell’Isee, l’indicatore della situazione economica». Inoltre il gruppo di coordinamento del Progetto 5 euro intende incontrare gli assessori ai servizi sociali dei Comuni della provincia per sentire le esigenze di tutto il territorio pratese e per trovare insieme modalità e tempistiche di ascolto dei vari casi. «Anche perché – fa notare il gruppo di coordinamento – spesso per avere la certificazione Isee, necessaria per capire le situazioni delle famiglie, ci vogliono mesi». Il fondo attualmente ha un saldo di 61.657 e, come detto, le richieste sono in aumento. «Invitiamo tutti i promotori e chiunque volesse contribuire – conclude la coordinatrice del progetto – a fare nuove donazioni. Il momento è critico, nonostante il prezioso aiuto consistente nei 25 milioni di euro stanziati dal Governo, perché gli ammortizzatori sociali stanno scadendo e occorrono interventi mirati».

(dal numero 29 del 1° agosto 2010)