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Terremoto L’Aquila: Mattarella, «ricostruzione resta una grande sfida nazionale»

«Nel giorno del decennale il primo pensiero va alle vittime, al lutto straziante dei familiari, ai tanti sfollati, alle molteplici ferite inferte alle comunità», aggiunge il Capo dello Stato, assicurando che «la Repubblica non dimentica».

«Il percorso della ricostruzione – sottolinea Mattarella – è cominciato, ma occorre procedere con forza perché ancora molto deve essere fatto. Il tessuto urbano de L’Aquila e dei Comuni vicini va ricomposto e rivitalizzato, in modo che la società possa tornare a esprimere appieno i suoi valori civili, le sue relazioni umane, le sue attività economiche».

«Numerose abitazioni – aggiunge – attendono di essere ristrutturate. Nei centri storici un grande patrimonio artistico è stato danneggiato, lesionato, in parte distrutto dal sisma. I restauri fin qui completati costituiscono un segnale di speranza, oltre che una testimonianza viva della solidarietà nazionale e internazionale che si è espressa verso gli aquilani». Per Mattarella «speranza e solidarietà sono armi pacifiche e potenti, che dobbiamo far crescere per contrastare la sfiducia e la paura». Secondo il Capo dello Stato la ricostruzione, «affidata alla responsabilità delle istituzioni», «avrà pieno successo se renderà protagoniste le comunità locali, se rigenererà le reti sociali e i luoghi dove si trovano le radici della vita civile». «Il motore della ricostruzione – ammonisce – va portato a pieno regime. Gli stessi cantieri devono diventare simbolo e incentivo alla speranza».

«I giovani de L’Aquila e dei Comuni colpiti dal terremoto del 2009 – rimarca Mattarella – hanno diritto alla rinascita delle loro città, dei paesi, delle comunità. Pensare al domani, e non soltanto all’oggi, è il nostro impegno davanti alle nuove generazioni. Lo dobbiamo ai giovani de L’Aquila anche ricordando quei ragazzi della Casa dello Studente, a cui il sisma spezzò i progetti di vita, e che nella memoria del Paese rappresentano ancora oggi il segno più penoso della tragedia del 6 aprile». «Dare un degno futuro ai giovani – conclude – è il traguardo più ambizioso del cammino di ricostruzione da percorrere».