Toscana

Sociale, 3,6 milioni di euro per interventi in favore di anziani e famiglie

Il primo progetto, che sarà avviato in via sperimentale e che sarà finanziato con 2,1 milioni di euro, fornirà un sostegno immediato alle famiglie durante le prime fasi emergenziali della rilevazione della fragilità della persona anziana convivente; il restante, 1,5 milioni di euro, servirà per tutta una serie di interventi diretti a favorire la permanenza della persona anziana presso la propria abitazione.

“L’invecchiamento della popolazione in età anziana – spiega Stefania Saccardi – è un dato ormai acquisito. Secondo Istat le persone over 65 residenti in Toscana sono quasi 900 mila e, secondo stime, la quota di non autosufficienti è destinata a passare dal 7,9% attuale (circa 70 mila persone) al 10% nel 2030 (oltre 108 mila unità). Tutto questo, associato alle criticità legate alla frammentazione delle reti familiari e del tessuto sociale, ci impone di riservare un’attenzione ancora maggiore e creare una rete capace di fornire risposte concrete ed adeguate ai nuovi bisogni”.

‘Pronto badante’ è il nome del primo progetto, creato per fornire un supporto temporaneo alle famiglie che si trovano ad affrontare la prima fase del disagio derivante dalla fragilità delle persone anziane, provvedendo alle prime necessità ed aiutandole anche con l’erogazione di voucher per l’attivazione di un primo rapporto di assistenza familiare. Le prime fasi in cui la famiglia si trova a dover gestire l’emergenza sono quelle più delicate, in cui diventano fondamentali informazioni ed assistenza. Si rivolge alle famiglie che non abbiano alcun progetto già attivo con i servizi territoriali o un contratto stipulato con un assistente familiare. La sperimentazione durerà un anno (si prevede a partire dai primi mesi del 2015) e riguarderà 5 zone-distretto: Firenze, Fiorentina Nord-Ovest, Fiorentina Sud-Est, Mugello e Empolese. Azioni specifiche: attivazione di un Numero Verde, interventi di assistenza, informazione e tutoraggio, erogazione di un voucher sotto forma di buono lavoro.

La segnalazione al Numero Verde verrà girata dagli operatori del call center, opportunamente formati, ai soggetti coinvolti (organizzazioni di volontariato, associazioni ed enti di promozione sociale, cooperative sociali, fondazioni, enti di patronato, enti riconosciuti delle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese, altri soggetti privati non a scopo di lucro) che, entro massimo 48 ore, attiveranno un intervento di sostegno e tutoraggio che consisterà nell’invio presso il domicilio dell’anziano di un operatore qualificato in grado di informare ed orientare su: servizi territoriali e adempimenti amministrativi, ricerca di un assistente familiare, accorgimenti utili per agevolare le condizioni di vita nell’abitazione. Il voucher, sotto forma di buoni lavoro da 300 euro, servirà alla famiglia per coprire le prime necessità (30 ore di lavoro dell’assistente familiare). L’operatore inoltre aiuterà la famiglia nelle procedure on-line di Inps per attivare il rapporto di assistenza familiare, oltre ad assistere famiglia ed assistente durante la fase iniziale del rapporto. Il coinvolgimento di Inps è stato fatto con lo scopo di instaurare un rapporto di lavoro regolare, in un settore notoriamente caratterizzato dal sommerso. Per l’attivazione del Numero Verde e l’attività di assistenza, informazione e tutoraggio la Regione emanerà un bando mentre per i buoni lavoro verrà sottoscritta una convenzione con Inps.

La seconda delibera prevede la ripartizione delle risorse alle Zone-distretto per tutta una serie di azioni: assistenza domiciliare socio-assistenziale (cura ed igiene, aiuto nella gestione dell’abitazione, sostegno psicologico, assistenza sociale e/o educativa a domicilio), sostegno della domiciliarità e dell’autonomia personale (per prestazioni effettuate da operatori professionali); trasporto sociale (per mezzi, pubblici o privati, necessari a garantire lo spostamento di persone con mobilità ridotta).