Prato

Simoni: Gli immigrati condividano i nostri valori

di Gianni RossiSu due panche uomini e donne cinesi; più su, nella navata, alcune ragazze nigeriane nei loro variopinti costumi; e poi alcuni pakistani, albanesi, rumeni e numerosi polacchi. Il Vescovo Simoni li saluta all’inizio della messa: «Sono i nostri fratelli cattolici venuti da lontano», dice rivolgendosi al Nunzio Apostolico in Italia l’Arcivescovo Paolo Romeo, che ha presieduto il solenne pontificale del mattino dell’8 settembre. Le parole rivolte agli stranieri che hanno preso parte alla festa della Natività di Maria, la Madonna della Fiera, sono state l’occasione per una breve considerazione sul fenomeno immigratorio, richiamato peraltro dallo stesso Nunzio Apostolico durante l’omelia: «Questa realtà – ha detto Simoni – che caratterizza così fortemente l’evoluzione della nostra città, non è soltanto un problema, ma anche una grande chanche».

Il Vescovo coglie l’occasione della festa più cara ai pratesi per un messaggio forte rivolto alla sua Chiesa ma anche a tutta la città. A margine della celebrazione spiega: «In questo 8 settembre abbiamo onorato ancora una volta il Sacro Cingolo, il simbolo dell’identità pratese, identità ecclesiale e civile. Di questa cultura, che ha segnato la nostra terra fin dalla sua nascita, il Cristianesimo vissuto è parte integrante. L’identità più profonda che mi sta a cuore – sottolinea con forza mons. Simoni – è proprio questa: la fede in Cristo». Il Pastore si rivolge a tutti: «Prato, non dimenticarti di Dio! Prendi coscienza più seria della fede cristiana che ha qualificato la tua storia e che è tuttora una realtà vissuta da tante persone».

L’identità di Prato, simboleggiata da secoli dalla Cintura della Madonna, è l’occasione per una riflessione più approfondita anche sulla questione immigrazione. Quale rapporto tra identità dei pratesi e stranieri? «Da parte nostra – argomenta mons. Simoni – è importante non solo conoscere, ma anche – e qui la sottolineatura si fa forte – farsi conoscere».

Per il Vescovo di Prato la cittadinanza – tema di attualità in questa estate – «non può ridursi ad un meccanismo burocratico. Deve invece – chiarisce – essere l’approdo di un percorso culturale. Quando si parla di cittadinanza bisogna aver chiari i valori fondanti della nostra identità, a cominciare dai diritti universali, che tutti devono condividere». Proprio la riflessione culturale sulla questione immigrazione è stata in questi anni ed è tuttora – ad avviso di Simoni – «troppo carente in città».

«Un di più di ragionamento, un di più di cultura, dunque, si impone da parte di tutti – è ancora il pensiero del Vescovo – perché di fronte ad un dato di fatto rappresentato da decine di migliaia di immigrati, fare il punto su questa realtà, leggerla con categorie adeguate è necessario per affrontare realisticamente il fenomeno e lavorare così per una convivenza il più possibile integrata e serena».

Mons. Simoni è tornato ripetutamente sul tema più scottante della Prato odierna. Da sempre ha ribadito come solidarietà e legalità debbano andare di pari passo. Proprio lo scorso anno, in occasione della presentazione alla stampa del nuovo Cammino pastorale diocesano 2005 – 2010, aveva sollecitato tutti a prestare attenzione all’equilibrio, anche numerico, dei flussi migratori, perché la convivenza sia effettiva e per evitare atteggiamenti razzisti. Alcuni mesi fa, in occasione di un convegno della Caritas, aveva nuovamente lanciato un forte appello perché l’illegalità dilagante soprattutto tra i cinesi e i fenomeni collegati di schiavitù siano efficacemente repressi e prevenuti.