Vita Chiesa
Settimana decisiva per la Chiesa del futuro

E’ una settimana importante, forse decisiva, per la Chiesa, quella che si è aperta lunedì 4 marzo, con il canto del Veni Creator Spiritus nell’Aula del Sinodo, a Roma. Sotto la guida del cardinale decano, Angelo Sodano, del camerlengo Tarcisio Bertone e del segretario del Collegio cardinalizio, Lorenzo Baldisseri, i 142 cardinali presenti alla prima Congregazione generale (su 209) hanno giurato sull’osservanza della «Universi Dominici Gregis» e in particolare del segreto a cui sono tenuti. Poi hanno preso posto in aula secondo l’ordine di precedenza dei loro tre ordini: vescovi, presbiteri e diaconi. La traduzione simultanea è stata garantita in cinque lingue: italiano, francese inglese, spagnolo e tedesco. Tra loro gli «elettori», cioè coloro che non avevano ancora compiuto 80 anni il 1° marzo, giorno d’inizio della Sede Vacante, erano 103. Martedì mattina erano già 110. Gli altri 5 aventi diritto (escluso i due che hanno rinunciato) erano attesi a ore a Roma. Dettaglio non trascurabile perché solo quando tutti e 115 saranno presenti potranno decidere la data d’inizio del Conclave, che potrebbe essere anticipata a lunedì 11 marzo.
Lunedì i cardinali si sono incontrati anche nel pomeriggio, per la seconda Congregazione. Poi da martedì solo la mattina, almeno fino a giovedì.
Molti cardinali si conoscono bene. Una settantina risiedono abitualmente a Roma. Ma del Collegio fanno parte anche prelati che vengono dalle più lontane regioni del mondo, dal Vietnam, come dalla Bolivia, dall’India come dalle Filippine. Questa settimana serve dunque per conoscersi, per discutere dei grandi temi (e problemi) della Chiesa, per tracciare una sorta di identikit del nuovo papa. Durante il Concistoro, nel chiuso della Cappella Sistina, si procederà alle votazioni in religioso silenzio. Ogni cardinale deporrà la scheda nell’urna posta all’altare e pronuncerà il giuramento: «Chiamo a testimone Cristo Signore, il quale mi giudicherà, che il mio voto è dato a colui che, secondo Dio, ritengo debba essere eletto». Nel primo giorno di Conclave si potrà già votare e successivamente sono in programma due votazioni sia al mattino che al pomeriggio. Dopo tre giorni senza esito (12° o 13° scrutinio se si vota il primo giorno), gli scrutini verranno sospesi per un giorno di riflessione e preghiera e poi si procederà di nuovo a 7 scrutini. Se anch’essi saranno senza esito, dopo una nuova pausa, si procederà ancora fino a che al 33°, o 34°, quando si andrà al ballottaggio tra i due cardinali che hanno ottenuto più voti nell’ultimo scrutinio. Entrambi però a quel punto non potranno votare.
Come prevede la Costituzione di Giovanni Paolo II che regola il Conclave, sono previste due «ponderate meditazioni circa i problemi della Chiesa e la scelta illuminata del nuovo Pontefice», affidate a «due ecclesiastici di specchiata dottrina». A tenere la prima, lunedì pomeriggio, come era già avvenuto nello scorso Conclave, è stato il predicatore della Casa Pontificia, padre Raniero Cantalamessa.