Gesù ci chiede un ribaltone di mentalità

Letture del 3 febbraio, 4ª domenica del Tempo ordinario: «Farò restare in mezzo a te un popolo umile e povero» (Sof 2,3; 3,12-13); «Beati i poveri in spirito» (Salmo 145); «Dio ha scelto ciò che nel mondo è debole» (1 Cor 1,26-31); «Beati i poveri in spirito» (Mt 5,1-12)

DI AVERARDO DINI

Sulla vetta del monte Sinai Mosè ha ricevuto da Dio le due tavole di pietra, sulle quali era scritta la legge di Dio che segnava l’alleanza compiuta fra Dio e il popolo d’Israele.L’osservanza di quella legge segnava il primo passo di avvicinamento dei popolo a Dio, ma la distanza da Lui restava ancora grande. Dio non poteva accontentarsi di un primo passo. Il suo amore per l’uomo esigeva molto di più.Desiderava che l’uomo tornasse ad identificarsi con lui. Per raggiungere questa meta mandò sulla terra il Figlio, l’unico adatto e capace per scalpellare la legge dell’alleanza non semplicemente sulle tavole di pietra, ma nel cuore stesso dell’uomo.Ed ecco Gesù che – dall’alto di una montagna che altro non era che la vetta di una delle colline vicino a Cafarnao – presenta la «magna carta», la legge costituzionale, fondamentale, che inaugura l’umanità nuova e redenta dal peccato. È una legge che scardina tutti gli equivoci e gli imbrogli costruiti dalla orgogliosa mentalità umana e che cambia totalmente la persona umana perché viene scritta proprio nel suo cuore.

La beatitudine, la felicità, la santità, la perfezione sarà raggiunta non dai potenti e dagli orgogliosi, ma da chi si farà piccolo ed umile, da chi seminerà pensieri ed azioni di pace, da chi spargerà i semi della giustizia e della misericordia, da chi saprà affrontare la sofferenza senza arrendersi e da coloro che sapranno restare fedeli a Cristo anche se vengono ostacolati, derisi, perseguitati ed uccisi.

Può capitare in tante giornate di essere «in rimessa», ma da questa condizione, aspra e difficile, ci sentiamo nascere le ali che fanno volare in alto, tanto da raggiungere la vetta del cielo ed essere da Dio premiati.

Chi perde sulla terra ha la sicurezza di essere assolutamente vincente in cielo. La felicità eterna è più che assicurata. Essere diventati «gloria e lode di Dio» sarà la sorgente permanente di una gioia così esaltante da appagare le esigenze più profonde e più assolute del cuore umano per un tempo eterno.

Nel messaggio di Gesù, chiaro e limpido, c’è un invito, a compiere un profondo ribaltone di mentalità e di impostazione della vita, capace di cambiare la faccia ed il cuore del mondo.

A nuotare, andando secondo la corrente del fiume, c’è poco gusto e si dimostra di essere nuotatori di scarso valore. Se vogliamo mostrare coraggio e bravura dobbiamo nuotare controcorrente.