«THE DARK»

DI FRANCESCO MININNINarra un’antica leggenda celtica che per salvare la vita a una persona cara scomparsa è necessario sacrificare una persona viva. Niente meno. Capite bene che, tra errori di percorso e messaggi non correttamente recepiti, il giochetto potrebbe andare avanti all’infinito. Non solo: «The Dark» di John Fawcett ipotizza anche che la persona cara richiamata dall’aldilà potrebbe non nutrire sentimenti benevoli nei confronti di chi ha tanto sentito la sua mancanza, al punto da condannarla a sua volta a un destino sgradevole. E via discorrendo, siamo ancora a tentare una stima approssimativa dei danni causati nel buon vecchio horror con fantasmi («Gli invasati» e «Suspense»: quanta nostalgia) dalla fioritura di ectoplasmi asiatici iniziata con «The Ring», proseguita con «The Eye», passata attraverso «The Park» e «Two Sisters» e approdata a «The Call», «Phone», «Premonition», «Red Shoes» e quant’altro. I fantasmi nippo-coreani, sempre sanguinari, sempre senza pace e sempre molto tempisti nello studiare le modalità delle loro apparizioni, hanno standardizzato il genere appiattendolo molto e, quel che è peggio, influenzando le tendenze horror di diversi paesi. Di «The Dark» non sarebbe neanche il caso di parlare, se non fosse che ci permette di organizzare una piccola mappa di istruzioni per l’uso indirizzata a chi comunque ritenga di voler affrontare le sedicenti forze dell’occulto.Adelle e Sarah raggiungono il Galles dove il marito dell’una e padre dell’altra ha preso una casetta sulla scogliera. Da questa scogliera, a suo tempo, si erano gettati gli abitanti del villaggio in un suicidio di massa. A questo punto tutta la famiglia dovrebbe abbandonare il luogo, nella certezza che ciò che è accaduto potrebbe accadere di nuovo e che di sicuro la località ospita ancora tenebrose presenze. Invece loro restano e Sarah scompare. Adelle, che a quanto pare ha l’intelligenza di un bradipo, viene a sapere della leggenda di Annwynn e pensa di applicarla alla lettera. A questo punto il marito dovrebbe obbligarla a sottoporsi a una terapia intensiva o legarla a una sedia. Invece la lascia fare, senza preoccuparsi del fatto che da chissà dove è ricomparsa Ebril, la figlia del pastore morta cinquant’anni prima.

È ovvio che, nel continuo gioco di scambi tra questo e l’altro mondo, qualcuno rimarrà irrimediabilmente intrappolato.

Il ragionamento è molto semplice: mai mettere piede in dimore maledette; mai cercare di mettere in pratica le antiche leggende; mai dirigersi verso gli angoli più bui soprattutto se in presenza di rumori sospetti; mai scambiare un morto per un vivo (e viceversa); mai guardare negli occhi una pecora evidentemente fuori della grazia di Dio; mai sfidare le forze occulte pensando di avere a che fare con «Monopoli» o «Cluedo». Se, nonostante tutto questo, cercherete ugualmente di trovare un filo logico in «The Dark», vuol dire che il virus (non sappiamo quale, ma esiste) ha già contagiato anche voi.

THE DARK (Id.) di John Fawcett. Con Maria Bello, Sean Bean, Richard Elfyn, Maurice Roeves. USA 2006; Horror; Colore