«SATURNO CONTRO»

DI FRANCESCO MININNICome si fa a dire a Ferzan Ozpetek che, gira e rigira, finisce sempre per fare lo stesso film? In fin dei conti, le tematiche cambiano. I personaggi sono diversi e diversi i rapporti che li legano. Si passa dalla traumatica necessità di riconsiderare le certezze di tutta una vita («Le fate ignoranti») all’aiuto che un doloroso passato può dare a un grigio presente («La finestra di fronte») al bisogno di aprirsi al prossimo un po’ per idealismo un po’ per rileggere un passato mai realmente capito («Cuore sacro»). E ora, in «Saturno contro», è la volta del trauma della separazione e dei disperati tentativi che si fanno per evitarla. Può essere una separazione dovuta a un tradimento, a un’incomprensione o addirittura a una malattia senza speranza. L’importante è avere qualcuno intorno che sia disposto ad ascoltare, a consolare, a dare coraggio, a scuotere e in un certo senso a far sì che le ragioni di vita e di speranza non si spengano, ma si moltiplichino e si rafforzino. In sostanza «Saturno contro» è, nella sua destinazione finale, un film sul valore dell’amicizia. E sull’importanza che, nella vita dei singoli individui, possano avere persone problematiche, talvolta mediocri, a loro volta bisognose di aiuto, ma che in quel momento hanno saputo dire la parola giusta o fare la cosa giusta per impedire un crollo drammatico.

È evidente che una tematica del genere non può che trovarci d’accordo. Peccato però che Ozpetek, dando libero sfogo al proprio essere e alle proprie passioni (che sempre precedono il ragionamento), inserisca questo in uno scenario fin troppo conosciuto. Gli elementi del contendere sono Antonio e Angelica, marito e moglie, Laura, amante di Antonio, Davide e Lorenzo, conviventi, Sergio, gay single, Roberta, single tossicodipendente, Paolo, bisessuale aspirante scrittore, Neval e Roberto, marito e moglie più di nome che di fatto. Così viene a ricomporsi la cosiddetta famiglia allargata che avevamo conosciuto sulla terrazza de «Le fate ignoranti», dove la componente gay diventa l’ago della bilancia nella vita di molte persone. Ma più che altro ci troviamo catapultati in un ottimismo che è maniera e che sembra trarre linfa vitale dalla confusione dei ruoli di cui oggi si fa un gran parlare e che è frutto, di pari passo, della libertà e della sua errata interpretazione. Ozpetek racconta alla sua maniera, con un occhio di riguardo per suoni e colori, ma non riesce ad evitare dialoghi (essenziali in un film del genere) un po’ da fotoromanzo, un po’ da filosofia «de noantri», un po’ da archivio della commedia sentimentale. Certo, alla fine tutti si vogliono bene e recuperano terreno sulle tristezze della vita. Ma a noi resta l’impressione di una storia che, puntando a un fine condivisibile, fa il possibile per farci accettare allo stesso modo tutte le tappe intermedie. Come dire: se sei d’accordo sull’importanza della conclusione, perché non prendi anche tutto il resto? È pur sempre realtà.

SATURNO CONTRO di Ferzan Ozpetek. Con Stefano Accorsi, Margherita Buy, Pierfrancesco Favino, Serra Yilmaz, Isabella Ferrari. ITALIA 2007; Drammatico; Colore