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RIASSETTO RADIOTV: COPERCOM, L’IMPIANTO ETICO DELLA LEGGE È CARENTE

“Il dibattito che ha segnato il percorso della legge di riassetto del sistema radiotv (ndr ddl Gasparri) si è preoccupato quasi esclusivamente delle questioni del pluralismo, degli aspetti economici e finanziari e dei destini della Rai e di Mediaset. Invece la questione principale sarebbe dovuta essere la collocazione del Sistema integrato delle comunicazioni entro uno schema strutturale di natura etica”. È quanto afferma il Coordinamento delle associazioni per la comunicazione (Copercom, cui aderiscono 24 associazioni cattoliche), in un articolo pubblicato oggi on line (www.copercom.it), per il “servizio testate” del mese di ottobre. Il ddl Gasparri, approvato ieri dalla Camera con 318 voti a favore e 268 contrari, dovrà ora tornare al Senato perché due emendamenti, approvati dall’aula, ne hanno modificato il testo. Per il Copercom, “non si tratta soltanto di impedire volgarità e pornografia e di trovare strumenti adatti alla tutela dei più giovani e neppure della ‘qualità’ televisiva, che pure sono questioni sottovalutate dalla legge. Dalla comunicazione, che occupa una parte preponderante della vita civile, dipendono anche la cultura, i valori, le valutazioni morali, l’apprezzamento delle diversità, la libertà in tutte le sue forme, la vita e la sua qualità, le garanzie di uguaglianza e di tutela per i soggetti più deboli”. Purtroppo, conclude il Copercom, “il mondo della comunicazione è, in gran parte, attento a ben altre questioni: il potere, la pubblicità, la spartizione dell’etere, il profitto. L’etica sembra estranea a questi intenti”. Sir