Prato

Riapre Canneto, centro d’incontro giovanile

di Giacomo Cocchi

Chissà cosa direbbe il vecchio Renato, lo storico assistente degli scout di Prato, nel vedere «la sua» Canneto tirata a lucido, perfettamente restaurata e intonacata. Probabilmente avrebbe mascherato la gioia di avere una «nuova» casa dove accogliere i giovani, con una frase delle sue: «Zulù! Tutti questi soldi potevamo darli in beneficenza!». Sono passati dieci anni dalla morte di don Renato Chiodaroli, un sacerdote che per tanti anni ha seguito, educato e accolto intere generazioni di scout pratesi nella piccola chiesa di San Michele e in quella stanza, teatro di mille giochi e attività, che tutti chiamavano la «falegnameria». Oggi nel decennale della sua scomparsa, avvenuta l’11 maggio del 1999, il complesso di Canneto, piccola parrocchia alle pendici della Retaia, torna a nuova vita. Il merito è dei figli spirituali del sacerdote, quegli scout e quelle guide, cresciuti con le catechesi e con le storie raccontate da Renato durante i campi e le uscite in montagna. La volontà di dare un seguito ai suoi insegnamenti e di prendersi cura di Canneto per farlo continuare ad essere un luogo e uno spazio di incontro per gruppi giovanili, ha fatto sì che nascesse una associazione nel nome di don Renato. «A noi premeva – dice Anna Finocchi presidente dell’Associazione don Renato Chiodaroli – che Canneto rimanesse un punto di riferimento per gli scout e per i gruppi parrocchiali. Prima con la costituzione della nostra associazione, avvenuta poco dopo la morte di Renato – aggiunge il presidente – e ora con la ristrutturazione della chiesa e della canonica, pensiamo che tutto questo si stia realizzando». La notizia della riapertura di Canneto si è già sparsa nell’ambiente scout e non solo, e molte sono le prenotazioni previste per il periodo estivo. «Siamo in attesa di ospitare molti gruppi – dice ancora Anna Finocchi -, non solo dell’Agesci (l’associazione scout più numerosa in Italia N.d.R.) ma anche parrocchie e movimenti ecclesiali, come l’Azione Cattolica». L’associazione Chiodaroli, che conta circa 80 soci ed è impegnata in molte attività, dal volontariato al settore della formazione di educatori e genitori, ha stipulato un contratto di comodato con la Curia, assumendosi l’incarico degli interventi di restauro, sotto la supervisione dell’Ufficio diocesano dei Beni culturali, e la successiva gestione della struttura. Importante sottolineare che oltre ad essere un luogo accogliente per ritiri, Canneto mantiene lo status di parrocchia per le 60 anime della comunità ad essa appartenente. «Dal primo ottobre di quest’anno – assicura il Vicario mons. Eligio Francioni – con l’inizio delle attività pastorali, riprenderà anche la messa festiva, tutte le domeniche alle 9, 45, secondo l’orario che la parrocchia ha sempre avuto, fin dai tempi di don Renato». L’inaugurazione ufficiale di Canneto è per questo sabato, 2 maggio, alla presenza del Vescovo mons. Gastone Simoni e del Vicario generale mons. Francioni. Presenti anche il presidente della Provincia Massimo Logli e rappresentanti della Fondazione Cassa di Risparmio di Prato, entrambi gli enti hanno contribuito in maniera determinante alla realizzazione dei lavori di ristrutturazione. Non mancheranno i responsabili cittadini dell’Agesci e i ragazzi scout pratesi. Alle 16 il Vescovo presiederà la messa nella chiesa di San Michele – che torna così ad essere funzionante dopo due anni di lavori – a seguire la benedizione dei locali parrocchiali. Nell’occasione sarà anche ricordata la figura di don Renato, le cui spoglie riposano nel piccolo cimitero accanto alla chiesa. Per questo anniversario, concomitante con l’evento della ristrutturazione, saranno presenti anche i familiari del sacerdote e alcuni amici scout di Lodi, paese natale di don Renato. (dal numero 17 del 3 maggio 2009)