Prato

“Prato non deve chiudere. Neppure alla speranza”

di Gianni Rossi

L’immagine è quella, divenuta ormai emblematica, dello striscione da record sfilato per le vie della città sabato 28 febbraio, durante la manifestazione di tutto il distretto «Prato non deve chiudere». Prende le mosse proprio da qui il contributo che il Consiglio pastorale diocesano propone alla città – e dunque ai candidati e ai partiti – in vista delle elezioni amministrative del 6 e 7 giugno. «Sì, Prato non deve chiudere», si legge nel documento. Anzi, «soprattutto deve aprirsi alla speranza, alla fiducia, alla voglia di fare, alla coesione, al dialogo e alla solidarietà». Il documento, che viene presentato alla stampa questo venerdì e che Toscana Oggi pubblica in anteprima, raccoglie molti spunti di dibattito e di confronto. Si parla di urbanistica, di economia, di centro storico ma anche di periferie, di famiglia, di giovani, di immigrazione. Ci sono, insomma, dentro tutti i temi più caldi dell’attualità locale. Ma, prima di tutto, il contributo è un appello a ritrovare, come dicevamo, il filo della speranza e quello della fiducia. Fili che potranno essere riannodati soltanto ad una condizione, al di là delle diverse posizioni e del confronto elettorale, ovvero «una rinnovata e condivisa consapevolezza di contribuire al futuro della casa comune». Sarà questa – si legge ancora – «la sfida più vera di ogni forza politica e di ogni candidato che aspiri a guidare Prato, gli altri comuni e la Provincia». Perché, come sempre ribadisce il Vescovo Simoni, «Non ci salveremo se non insieme». C’è bisogno, insomma, di candidati ora, amministratori poi, che «vogliano e sappiano riannodare i fili della partecipazione: apertura, dialogo, responsabilità condivisa sono i fondamenti di una democrazia vera e non virtuale». Non poteva mancare, nel documento, un chiaro riferimento alla crisi economica e alla preoccupante e conseguente contrazione del credito. Si propone, tra l’altro, un nuovo «welfare locale», «che sappia rispondere al disagio che si profila crescente nei prossimi mesi per l’ulteriore perdita di posti di lavoro e che sostenga le famiglie, renda più lievi i carichi degli anziani non autosufficienti o dei disabili, aiuti a conciliare le esigenze del lavoro con quelle dei figli».

Sul portale della diocesi di Prato il testo integrale del documento del Consiglio pastorale

(dal numero 14 del 5 aprile 2009)