Prato

Prato, il Centro islamico bengalese celebrerà la fine del Ramadan nell’antico complesso di San Domenico

La Diocesi ha accolto la richiesta della comunità. Non sarà utilizzata la chiesa, né ambienti dedicati al culto, ma il cortile interno Il vescovo Giovanni Nerbini: «un atto di amicizia nell’anno giubilare dedicato alla speranza»

Il Centro islamico bengalese di Prato celebrerà la fine del Ramadan nell’antico complesso di San Domenico. L’inedita accoglienza è stata accordata dalla Diocesi di Prato su richiesta della stessa comunità musulmana che stava cercando un luogo capiente in città in grado di ospitare i cinquecento partecipanti attesi per la preghiera. Il grande raduno sarà guidato da due Imam e si tiene la mattina di domenica 30 o lunedì 31 marzo (la conclusione del Ramadan si calcola in base all’avvistamento lunare e la data esatta si conoscerà domani, venerdì 28 marzo).

Gli incontri di preghiera si terranno nel cortile interno di San Domenico (luogo diverso dal chiostro) e in caso di pioggia verrà aperto l’antico refettorio dell’ex convento. Non sarà utilizzata la chiesa, né altri spazi della parrocchia adibiti al culto, che rimarranno aperti e a disposizione dei fedeli come avviene normalmente.

«Quando la comunità bengalese ci ha inviato la richiesta di poter utilizzare degli spazi per la preghiera del Ramadan abbiamo deciso di metterci a disposizione, cercando una soluzione adatta alle loro esigenze e nel rispetto dei nostri ambienti – spiega il vescovo di Prato monsignor Giovanni Nerbini –. A Prato convivono persone provenienti da tutto il mondo, appartenenti a confessioni religiose diverse. La reciproca conoscenza e la collaborazione non solo sono auspicabili, ma necessarie per riuscire a vivere una proficua convivenza. Da anni la Chiesa italiana, all’inizio del Ramadan invia alle comunità islamiche un saluto e la raccomandazione nella preghiera durante questo momento così sacro per la loro fede. Noi abbiamo deciso di permettere loro di riunirsi e crediamo che questo gesto possa essere un atto di amicizia molto significativo nell’anno giubilare dedicato al tema della speranza».

Il Centro islamico bengalese di Prato è una organizzazione religiosa e culturale e serve la comunità del Bangladesh presente sul territorio pratese. La sede si trova in via Sant’Antonio e le attività sono dedicate alla preghiera, all’istruzione e al supporto della comunità. «I nostri appartenenti vivono a Prato e nei Comuni circostanti, Montemurlo, Vaiano e Carmignano, e in totale sono circa cinquecento persone – dice il coordinatore Mohammad Ajman Hossain –, in occasione della fine del Ramadan ci ritroveremo per recitare il Corano e discutere sulle lezioni di vita che ne derivano, poi ci sarà la preghiera islamica (Salat). Ringraziamo la Diocesi per la possibilità che ci viene concessa». Come previsto dal rito, le sessioni di preghiera vedono gli uomini e le donne divisi. Le attività inizieranno alle ore 6 e si concluderanno alle ore 10.

Il coordinatore Hossain: «per noi è una festa che esprime gratitudine. Grazie per quest’opportunità» Quello che verrà celebrato nel cortile interno di San Domenico è l’Eid al-Fitr, la celebrazione che segna la fine del Ramadan. È la festa che interrompe il digiuno dopo un mese di astinenza vissuta dall’alba al tramonto. «Per noi – dice Mohammad Ajman Hossain, coordinatore del Centro islamico bengalese di Prato – è una occasione speciale, un momento di preghiera, gratitudine e di ritrovo con la famiglia e la comunità».

Hossain spiega che «il nome Eid al-Fitr significa letteralmente “Festa della rottura del digiuno” e per questo è un momento di gioia, gratitudine e unità. È un giorno per ringraziare Allah per aver dato forza e pazienza durante il Ramadan. I musulmani si riuniscono per speciali preghiere congregazionali nelle moschee e nei campi aperti, cercando benedizioni e misericordia. La giornata inizia con una preghiera chiamata Salat al-Eid, seguita da un sermone. Prima delle preghiere dell’Eid ogni musulmano che può permetterselo dona cibo o denaro ai poveri, assicurandosi che tutti possano festeggiare». Hossain conclude: «L’Eid al-Fitr è più di una semplice celebrazione: è un promemoria di compassione, gratitudine e dell’importanza di aiutare chi è nel bisogno. Rafforza i legami della comunità e diffonde amore e gentilezza tra le persone».