Pisa

PASTORALE FAMILIARE, OPERAZIONE RILANCIOdi Andrea Bernardini

In una famiglia numerosa l’allegria non manca mai. Specie se, uno dei figli… fa il clown di mestiere. Accade a casa Masi. Lucia e Francesco, nuova coppia co-responsabile insieme a don Luca Volpi dell’ufficio famiglia diocesano, sono sposi dal 1980 («ma stiamo insieme dai primi anni del liceo» dicono a Toscana Oggi) e hanno cinque figli «anzi sei: infatti da settembre la famiglia è aumentata con il matrimonio di Cristiano, il nostro primogenito, con Giulia» dice Lucia Malasoma. Cristiano ha 26 anni, lavora in ospedale come «clown dottore» nei reparti pediatrici di Pisa, Pontedera e Lucca oltre a gestire una scuola di circo e un piccolo museo delle attività circensi. Gli altri figli: Chiara, 22 anni, studia a Lucca alla facoltà di Scienze del turismo, Beniamino, 11 anni, Davide (di dieci) e Rachele (di otto anni).Lucia e Francesco, un lavoro da dipendente in laboratori informatici di due scuole hanno sempre bazzicato la chiesa. «Prima “portati” dai nostri familiari, in particolare dalla nonna e dalla zia; poi, dopo un periodo di stanca di alcuni anni, la ripresa sempre più convinta, passata attraverso la malattia piuttosto seria di Cristiano, che ci ha permesso di fare il vero incontro con Gesù Cristo. Da quel momento – ricorda Francesco Masi, un passato da cestista di discreto livello -  il Signore ci ha preso per mano, ha riempito la nostra vita con il suo amore: ci ha regalato altri tre figli, mi ha dato il dono di arrivare ad essere ordinato diacono permanente. E molti altri segni». Negli ultimi anni molte famiglie della diocesi si sono organizzate in associazioni… segno di una nuova sensibilità verso l’istituto familiare?«È vero. Le realta presenti nella diocesi che si occupano di famiglia sono molte: le giovani famiglie dell’Ac, i focolari, le Acli, il Centro di preparazione al matrimonio, l’associazione nazionale delle famiglie numerose, il «Pellicano», il Consultorio familiare, le associazioni dei genitori. E poi i movimenti del Rinnovamento nello Spirito Santo, i neocatecumenali… molti di questi sodalizi sono riuniti nel tavolo delle associazioni famiglia & vita. Compito del nostro ufficio sarà anche quello di favorire l’incontro, il confronto tra tutte queste realtà che operano sul nostro territorio». Quali idee avete per rilanciare la pastorale familiare in diocesi?«Quattro priorità: l’individuazione di un luogo di incontro “stabile” per le iniziative di pastorale familiare. La formazione, già avviata, di nuovi operatori di pastorale familiare. L’applicazione delle indicazioni impartite dal Direttorio per la pastorale della famiglia. Più in generale, però, vorremmo che l’attenzione delle comunità alla famiglia divenisse pastorale ordinaria». Già, ma come?«Ad esempio celebrando una giornata parrocchiale della famiglia . E investendo nei corsi di preparazione al matrimonio: sappiamo che alcuni vicariati, già da anni, operano coscienziosamente, altri dovrebbero essere aiutati con sussidi, formazione di catechisti e magari anche… con un abbraccio e un incoraggiamento personale. Speriamo che si possa, anche attraverso il confronto e la condivisione delle esperienze, formulare un cammino il più uniforme possibile per tutte le nostre parrocchie; soprattutto ci pare importante dare un riferimento spirituale a chi vive in solitudine situazioni difficili».Dicono i Masi: «Ogni comunità dovrebbe sempre tener presente la dimensione coniugale e familiare nei piani di programmazione parrocchiale (lo dice anche il Direttorio di pastorale familiare). Di questo si devono rendere conto soprattutto i preti».Gli uffici pastorali diocesani hanno sempre assunto, nell’idea dell’arcivescovo Plotti, una funzione di «laboratorio» in cui sperimentare iniziative da proporre al territorio. Il vostro quali iniziative intende promuovere per il prossimo futuro?«Nostro desiderio è quello di promuore una veglia diocesana per la famiglia e la vita (in collaborazione con i diversi movimenti, associazioni e aggregazioni che operano con e per la famiglia), lanciare una scuola di preghiera per sposi e fidanzati, valorizzare la Festa di San Valentino  (con tanto di benedizione dei fidanzati). E poi promuovere un pellegrinaggio delle famiglie ad un santuario, una festa degli anniversari di matrimonio. Ancora, organizzare percorsi per coppie in attesa di un figlio: è questo uno dei momenti più delicati ed insieme spiritualmente fecondi per la vita di coppia, perciò va sostenuto».Alcune delle cose di cui parlano, Francesco e Lucia Masi e don Luca Volpi le hanno già avviate in questi mesi. Molto è ancora da fare. E, ci auguriamo, non resti nel cassetto dei sogni.Una iniziativa, però, partirà di sicuro: «alcune coppie del servizio di pastorale familiare andranno nei reparti pediatrici dell’ospedale di Pisa, una volta a settimana, per pregare con le famiglie che hanno bambini ricoverati». Un bel segno.