Lucca

Nuovo ponte sul Serchio a Lucca: aperto il cantiere da 27 milioni di euro. L’obiettivo è inaugurare l’opera nell’estate 2024

Oggi – 5 aprile – in prossimità della sponda del fiume in via della Macchia, nella zona vicina ai campi sportivi dell’Acquedotto, si è svolta la conferenza stampa di apertura del cantiere, alla presenza del presidente della Provincia Luca Menesini, dell’assessore regionale alle infrastrutture Stefano Baccelli, del consigliere provinciale Patrizio Andreuccetti, dell’ing. Pierluigi Saletti, direttore dei lavori e il Rup dell’opera arch. Francesca Lazzari, oltre ai dirigenti e ai tecnici di Fincantieri Infrastructure spa tra cui il general manager Arturo Agolzer.

 

“Oggi è un giorno importante per il territorio lucchese e per i suoi cittadini, perché inizia il reale conto alla rovescia per vedere finalmente il nuovo ponte sul Serchio realizzato – dice il presidente della Provincia Luca Menesini -. Oggi infatti prendono ufficialmente il via i lavori che saranno eseguiti da Fincantieri. L’iter per arrivare a questo giorno è stato complesso come sappiamo essere la burocrazia italiana, ma non abbiamo mollato e oggi il cantiere parte. Il nuovo ponte sul Serchio sarà realizzato, andando a rispondere alle necessità dei lucchesi. Si tratta di un’opera da oltre 20 milioni di euro ed è la Provincia a realizzarla. Ci tengo a sottolinearlo perché la Provincia di Lucca sta portando avanti cantieri su cantieri nonostante le difficoltà in cui si trovano le Province, questo a segnare che la nostra gestione della Provincia di Lucca è solida e concreta. Quando sono diventato presidente ho dovuto mettere tutte le energie e le capacità per salvarla dal dissesto finanziario. Oggi non solo ha un bilancio solido, ma è anche un’Ente locale che guida lo sviluppo del territorio in chiave sostenibile e nell’interesse dei cittadini. Il nuovo ponte sul Serchio è anche il simbolo del coraggio di questa amministrazione provinciale, perché non abbiamo proceduto con l’aggiudicazione dei lavori a seguito del primo bando di gara – correttamente, come ci è stato riconosciuto anche dal Tar – e oggi siamo qui a dare il via ai lavori insieme a Fincantieri, il cui curriculum è noto a tutti. Sono quindi orgoglioso di aver mantenuto la promessa che avrei realizzato il nuovo ponte e ringrazio tutte le professionalità interne a Palazzo Ducale che hanno contribuito. Ringrazio infine la Regione Toscana, in particolare nella figura del presidente Giani e dell’assessore Baccelli per il supporto dal punto di vista finanziario, necessario ad adeguare il quadro economico al contesto attuale. 

Adesso l’obiettivo è inaugurare l’opera entro l’estate del 2024″.

 

Parole di soddisfazione anche dall’assessore regionale Baccelli che ha vissuto il percorso amministrativo e progettuale del ponte prima come presidente della Provincia, poi come consigliere regionale e adesso come assessore alle infrastrutture della Regione Toscana. “Sono felicissimo di questa apertura di cantiere – afferma – perché la realizzazione di quest’opera è fondamentale per Lucca e il suo territorio per vari ordini di motivi. La Regione Toscana ha sempre sostenuto la costruzione di questo ponte che ha avuto un lungo iter e qualche ‘impasse’ soprattutto quando nel 2015 le Province sono state ridimensionate nel loro ruolo. E’ grazie poi alla sensibilità e all’attenzione del presidente Giani se negli ultimi tempi la Regione si è fatta carico di un ulteriore finanziamento di 3,6 milioni di euro per la copertura dei sopraggiunti costi da sostenere per l’innalzamento vertiginoso dei prezzi dei materiali di costruzione. Ricordo, infine, i 7 milioni che, come Regione, abbiamo assegnato al Comune di Lucca per la realizzazione dell’asse suburbano che dovrà collegarsi al nuovo ponte sul Serchio”.

 

Nell’occasione è stata anche ricordata la figura di Silvano Papini, ex funzionario dell’amministrazione provinciale scomparso nel 2019 e tra i principali promotori del comitato di cittadini “Sto sul Serchio” impegnato da anni per la realizzazione di una nuova viabilità intorno a Lucca.

 

Il quadro economico complessivo dell’opera è di 27 milioni di euro. La Regione Toscana, infatti, per sopperire all’incremento dei prezzi registrato fra il 2021 e il primo semestre del 2022, ha stanziato dapprima 3,6 milioni di euro e, successivamente, ulteriori 3,7 milioni di euro a valere sul Fondo Sviluppo e Coesione che si vanno ad aggiungere ai 550mila euro già resi disponibili da Firenze; ai 14 milioni e 450mila euro del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nell’ambito del Fondo Sviluppo e Coesione (FSC 2014-2020); e ai 4,7 milioni della Provincia di Lucca.

 

Il nuovo ponte – progettato dallo studio ITEC di Sarzana in collaborazione con gli arch. Lucchesi e Mencacci e il Geol. Buchignani di Lucca – sarà realizzato a monte dell’attuale ponte di Monte S. Quirico e unirà la sp n.1 Francigena (via per Camaiore), poco prima del ponte sul Torrente Freddana, con la statale n. 12 del Brennero all’altezza della rotatoria esistente con via Dianda. A completamento dell’infrastruttura il Comune di Lucca ha programmato la costruzione di una nuova viabilità tra le due arterie extraurbane che dalla rotatoria sul Brennero si andrà a innestare sulla via Pesciatina all’altezza della rotonda nei pressi dell’Esselunga dell’Arancio costituendo il cosiddetto asse sub-urbano di Lucca.

 

Il cantiere. I tempi di realizzazione sono stati indicati da Fincantieri nell’offerta di gara in 480 giorni complessivi. 

Il progetto prevede la costruzione di un viadotto in acciaio con impalcato sostenuto da tre arcate in sequenza, di luce rispettivamente: 80 m, 100 m e 80 m. che si susseguono con andamento alternato. Il collegamento viario è completato da una tratta di viadotto per l’attraversamento della golena sinistra e di rilevato di collegamento alla via per Camaiore (sp n. 1) in sponda destra. Sia sulla Sp n. 1 che sulla Ss12 saranno realizzate rotatorie di innesto alle viabilità esistenti. Al percorso veicolare del ponte si affiancherà, inoltre, una pista ciclopedonale posta in sede separata e protetta che collega le due direttrici e si integra ai percorsi ciclopedonali già esistenti sul parco fluviale di Lucca.

I piani viari saranno quindi dotati di asfalti fono-assorbenti ed alcune tratte di barriere acustiche saranno poste a protezione di alcuni ricettori.

Trattandosi di un’opera che va ad interessare terreni ubicati in una zona particolarmente rilevante dal punto di vista ambientale, il progetto realizzato dall’amministrazione provinciale ha prestato particolare attenzione all’impatto della nuova opera sia sulle componenti flora, fauna e vegetazione, sia riguardo le fasi di cantiere che di esercizio. Saranno quindi garantiti particolari accorgimenti non solo durante l’apertura del cantiere ma anche ad opera conclusa per la salvaguardia degli habitat e per la tutela della biodiversità. Inoltre durante gli scavi sarà garantita l’assistenza di un archeologo al fine di verificare l’eventuale rinvenimento di resti di antichi insediamenti. 

 

Fincantieri procederà alla costruzione del ponte utilizzando le aree limitrofe al fiume con la modalità “di varo” dell’opera, proposta come offerta migliorativa in sede di gara di appalto; e avverrà mediante l’impiego di “carrelloni” attraverso cui saranno sollevate le singole componenti dell’infrastruttura dal basso. Una modalità che consente notevoli spostamenti a terra dei singoli conci metallici e dà, allo stesso tempo, ampi margini di manovra nei confronti della sicurezza idraulica, oltreché rapidità di montaggio. Inoltre, grazie a questo, il cantiere avanzerà con lavorazioni in parallelo sia per l’impalcato metallico che per le opere realizzate in calcestruzzo con un’importante riduzione dei tempi di costruzione rispetto a quanto previsto dal progetto. Per definire questa modalità di lavorazione l’impresa ha già svolto riunioni con gli uffici competenti del Genio Civile per concordare tutti i dettagli dell’intervento.

 

Al fine di ridurre i tempi dei lavori, il progetto prevede che la cantierizzazione avvenga simultaneamente sulle due sponde, ovvero che vengano organizzati due cantieri. Il campo base, con l’area per il montaggio delle grandi strutture in acciaio, sarà posto all’interno della golena sinistra in vicinanza al deposito inerti esistente. L’altro cantiere sarà ubicato in sponda destra in prossimità della SP 1 e sarà adibito a deposito di materiali. Una volta completati i lavori in terra (scavi e rilevati in destra) e modifica dell’arginatura (in sponda sinistra) verranno realizzate le opere in cemento armato (spalle e pile del ponte e del viadotto). La fase successiva riguarderà il montaggio e posizionamento finale delle strutture in acciaio che avverrà a spinta per le arcate centrali (con ridotti ingombri di pila provvisorie in alveo). Seguiranno le operazioni di completamento degli impalcati e le opere di finitura sia del corpo stradale che delle opere accessorie (verde, illuminazione, piste ciclabili, ecc.).

 

I futuri vantaggi derivanti dal nuovo ponte. Negli scenari di traffico simulati a suo tempo dopo l’entrata in esercizio del solo nuovo ponte si prevedono importanti benefici attorno all’area di Borgo Giannotti per la possibilità che offre il ponte di un collegamento efficiente tra l’Oltreserchio e le zone a Nord e ad Est di Lucca. Nelle ore di punta della mattina si ipotizzano diminuzioni di circa 300-400 veicoli sul ponte di Monte S. Quirico e oltre il triplo nella parte terminale della Statale del Brennero all’ingresso in città. Apprezzabili miglioramenti sono previsti anche nella parte Est della circonvallazione di Lucca. 

Ulteriori benefici effetti sulla fluidificazione del traffico a Lucca deriveranno dal futuro collegamento del ponte con l’asse suburbano comunale. L’opera, infatti, è parte integrante del sistema infrastrutturale della Piana di Lucca, secondo quelle che sono le previsioni degli strumenti urbanistici degli enti locali.

 

L’altro aspetto importante da sottolineare dalla futura apertura del ponte è quello che riguarda la sicurezza idrogeologica e quella dei cittadini.

Dopo la grande piena del fiume Serchio nel dicembre 2009 e la successiva rottura degli argini del fiume Serchio a S. Maria a Colle, fu subito evidente che occorreva un nuovo attraversamento del fiume in grado di assicurare i collegamenti anche in situazioni di emergenza: ossia una nuova via di fuga in caso di calamità.