Cultura & Società

Microsoft, i cinquant’anni dell’informatica popolare

Nata in un garage dal genio di Bill Gates e Paul Allen, l’azienda riuscì ad affermarsi grazie allo sviluppo del sistema operativo Ms-Dos e poi prevalendo sulla concorrenza di Apple grazie a Windows 95. E di recente ha raccolto le sfide del cloud e dell’intelligenza artificiale

Nel 2025, Microsoft festeggia i suoi 50 anni. Cinquant’anni di innovazione, di sfide, di successi planetari e di fallimenti. La sua storia, da garage a colosso globale, è la testimonianza di come un’idea, se coltivata con visione e determinazione, possa cambiare il mondo. Ma qual è stato il percorso di Microsoft e cosa ci attende nel futuro? Ripercorriamo insieme alcuni degli snodi cruciali che hanno caratterizzato la sua evoluzione.

Nel 1975, Bill Gates e Paul Allen fondano la Micro-Soft (il nome era la combinazione di «microcomputer» e «software») con l’obiettivo di fornire software per i nuovi personal computer che stavano nascendo. Bill Gates, giovane visionario appena 20enne, aveva già un obiettivo chiaro: «Un computer su ogni scrivania e in ogni casa». Quella visione si sarebbe realizzata, ma non senza ostacoli. I primi anni furono segnati da un’intensa attività di sviluppo software. Microsoft cominciò a farsi notare con il linguaggio di programmazione Basic per il primo personal computer commerciale, l’Altair 8800.

Il vero colpo di genio, però, arrivò nel 1980. Microsoft riuscì a ottenere l’incarico di sviluppare il sistema operativo per un nuovo personal computer creato da Ibm. Nasce così Ms-Dos, che divenne il cuore pulsante dei Pc negli anni successivi. Fu il punto di partenza che spianò la strada per Windows, il sistema operativo che, nel 1985, avrebbe definitivamente consolidato Microsoft come leader nel settore.
Negli anni ’80, però, Microsoft non fu l’unico nome che dominava il panorama tecnologico. Apple, con il suo fondatore Steve Jobs, aveva già lanciato il Macintosh, un computer con un’interfaccia grafica utente (Gui) che rompeva con la tradizione di interfacce a riga di comando. La rivalità tra Microsoft e Apple iniziò a farsi accesa, dando vita a una delle guerre più celebri della storia tecnologica.

Da un lato, Apple puntava tutto sull’innovazione e sul design, creando una macchina dal look distintivo e focalizzandosi su una user experience impeccabile. Dall’altro, Microsoft puntava sulla diffusione di massa, cercando di rendere il suo sistema operativo Windows compatibile con il maggior numero possibile di dispositivi e produttori. La guerra commerciale culminò negli anni ’90, quando Windows 95 fu lanciato con grande clamore e divenne il sistema operativo dominante, mentre Apple lottava per rimanere rilevante nel mercato.

Il resto è storia. Apple riuscì a rinascere sotto la guida di Jobs nei primi anni 2000, mentre Microsoft continuava a espandere la sua offerta, conquistando il mondo con Office, Internet Explorer e la sua suite di software aziendali.

Nel 2000, Bill Gates passò il timone di Microsoft a Steve Ballmer, e da lì il colosso si concentrò sul mantenere la propria leadership nelle tecnologie desktop. Tuttavia, la vera trasformazione si concretizzò con l’arrivo di Satya Nadella nel 2014, quando iniziò a spostare l’azienda dalla vendita di software tradizionale al modello «cloud».

Sotto la guida di Nadella, Microsoft ha superato il momento di difficoltà che aveva attraversato negli anni precedenti, tra cui la fallita incursione nel mercato degli smartphone con Windows Phone. Nadella ha spinto sull’acceleratore dell’intelligenza artificiale, sul cloud computing e sulle tecnologie aziendali. Azure, la piattaforma di «cloud computing» di Microsoft, ha visto un’esplosione di utilizzo, competendo direttamente Google Cloud rimanendo però un passo indietro. La visione di Nadella ha spostato l’azienda da una piattaforma orientata principalmente al consumatore verso un modello aziendale e cloud molto più vasto e diversificato.

Oggi, Microsoft è una delle aziende più potenti al mondo, con una capitalizzazione che supera i 2 trilioni di dollari. Il suo portafoglio è vasto: dalla suite di applicazioni Office a Microsoft Teams, dai sistemi operativi come Windows 10 e Windows 11 a Azure, passando per il gaming con Xbox e l’acquisizione di Activision Blizzard. Con Surface, Microsoft ha anche una sua linea di hardware che cerca di competere nel mercato dei pc e dei tablet.

La fusione tra cloud, gaming e produttività aziendale ha creato un ecosistema che è diventato essenziale per milioni di utenti in tutto il mondo. Microsoft è diventata una realtà sempre più «aiutante», con strumenti come Cortana, Power BI e soluzioni di intelligenza artificiale integrate in tutte le sue piattaforme. Non solo software, ma anche una forte presenza nell’ambito delle smart cities e delle tecnologie per l’educazione.

Il vero futuro di Microsoft potrebbe trovarsi nel cuore dell’intelligenza artificiale. Già nel 2023, Microsoft ha investito miliardi di dollari in OpenAI, integrando i modelli di intelligenza artificiale come ChatGpt all’interno dei suoi strumenti. Con l’avvento di Copilot per Microsoft 365, l’azienda ha fatto un passo decisivo verso la creazione di un mondo lavorativo sempre più automatizzato e basato su AI. L’AI potrebbe rappresentare una vera e propria rivoluzione, non solo in ambito produttivo, ma anche nella gestione della sicurezza e nell’automazione dei sistemi aziendali.

I 50 anni di Microsoft sono il racconto di un’azienda che ha attraversato innumerevoli trasformazioni, sempre cercando di stare al passo con il cambiamento. Oggi è un gigante del software e dell’intelligenza artificiale, ma il suo futuro non è ancora scritto. Con i suoi progetti nel cloud, nel gaming e nell’AI, Microsoft continua a sfidare il proprio destino, sempre pronta a reinventarsi. Un’azienda che, tra i successi e le battaglie, ha dimostrato che l’innovazione è il motore che guida il progresso. E i prossimi 50 anni? Probabilmente, Microsoft non ha intenzione di fermarsi.