Lucca

Lucca: convegno sul vescovo Giuliano Agresti e la Chiesa Italiana nel post-Concilio

Lo scorso settembre ricorreva il venticinquesimo anniversario della morte dell’arcivescovo Giuliano Agresti, avvenuta, come ben ricordiamo, nella notte tra il 17 e il 18 settembre 1990, festa delle stigmate di san Francesco. La Chiesa di Lucca, con animo grato, dopo averlo ricordato con una celebrazione eucaristica e la ristampa di un suo libro sulla preghiera (Scuola di preghiera, edizioni Bdc, Lucca 2015), dedica alla figura del compianto arcivescovo un pomeriggio di studio. L’intento dell’iniziativa, che avrà luogo venerdì 29 gennaio alle ore 17.30 nel salone dell’Arcivescovato, è quello di ricordare la figura di Agresti, allargando lo sguardo sia sul cammino della Chiesa italiana degli anni 70-90, periodo in cui egli ricoprì importanti incarichi nazionali, sia sul presente e il futuro della nuova evangelizzazione.

Il post Concilioe il suo magisteroL’episcopato di mons. Agresti può essere a buon ragione considerato una tappa fondamentale del cammino, non solo della Chiesa di Lucca, ma dell’intera Chiesa italiana nel post Concilio.Infatti il suo magistero è particolarmente legato all’avvenimento straordinario, formidabile della Chiesa che fu il Concilio. «Noi lo avvertimmo», è Agresti che parla, «lo seguimmo, non abbiamo smesso di amarlo e di sentirlo come un dono straordinario e di seguirlo anche se è difficile e rende faticoso il cammino».In modo particolare, egli diede un contributo determinante al dialogo ecumenico negli anni della sua presidenza della commissione Cei per l’ecumenismo. Fu inoltre membro della commissione Cei per la dottrina della fede e la catechesi e del Pontificio consiglio per i non credenti, contribuendo significativamente alla stesura di importanti documenti ecclesiali di quel periodo.Alla sua infaticabile opera pastorale, mons. Agresti unì sempre l’amore per la scrittura, la musica e la pittura. Questa sua attitudine artistica non è scindibile dal suo magistero di pastore e di uomo di fede, per cui, pur senza averla trattata esplicitamente, ha largamente utilizzato la «via pulchritudinis» nel dialogo con la cultura contemporanea e nella sua attività pastorale. Il convegnoNel pomeriggio di venerdì 29 gennaio, due relazioni approfondiranno questi aspetti della preziosa eredità di Agresti. Mons. Lorenzo Chiarinelli, vescovo emerito di Viterbo e amico personale di mons. Agresti, ripercorrerà il camino della Chiesa italiana del post Concilio con una particolare attenzione al ruolo svolto dall’Arcivescovo di Lucca. Il secondo aspetto, volto a cogliere importanti stimoli per l’evangelizzazione e il dialogo con il mondo che derivano da un’estetica teologica, verrà approfondito da mons. Pasquale Iacobone, responsabile del dipartimento Arte e Fede del Pontificio Consiglio della Cultura. In un’epoca, come la nostra, largamente caratterizzata dalla perdita della memoria, fermare l’attenzione sugli anni dell’episcopato di mons. Agresti, non troppo lontani da noi e pur tuttavia avvertiti così distanti, è una preziosa opportunità per non perdere il senso di un cammino che lo Spirito ha fatto percorrere alla nostra Chiesa e per discernere con sapienza evangelica il percorso che deve compiere per rispondere responsabilmente alla missione che essa è chiamata a svolgere nel nostro tempo.