Pisa

I CATTOLICI E LA COSTITUZIONESe ne parlerà nella prossima 3 giorni Toniolodi Andrea Zanotto

La persona deve tornare ad essere al centro della società e della politica. Sarà questo il filo conduttore della prossima Tre Giorni Toniolo (Pisa, 29 novembre – San Miniato, 1 dicembre), l’appuntamento annuale – giunto alla quinta edizione – che ha assunto una rilevanza nazionale e che ha fatto la sua ragion d’essere nel proporsi come luogo di d’incontro e di discussione intellettuale, spesso all’avanguardia, su temi sociali, economici e politici. Come ci dice don Enrico Giovacchini, direttore della Fondazione Toniolo, l’incontro – intitolato: «La persona: diritti e doveri» – vuole essere il luogo da cui sia possibile spaziare «con uno sguardo interdisciplinare sui diritti e doveri della persona, evidenziando i fondamenti, le radici, le prospettive di un approccio alle questioni dell’uomo, e dei contesti in cui opera, oggi più che mai attuale nel dibattito pubblico».La lectio magistralis, tradizionalmente il momento iniziale e il fulcro della Tre Giorni – e in programma giovedì 29 novembre nell’aula (ore 17) nell’aula V della Sapienza – è affidata a Ugo De Siervo, professore di diritto all’Università di Firenze e giudice costituzionalista. Nella sua relazione – «Il personalismo nella Costituzione italiana e nelle nuove carte dei diritti» – De Siervo attingerà alle sue ricerche sull’apporto dei cattolici nell’elaborazione della Costituzione che – come ha scritto – «è caratterizzata da principi ispirati al personalismo, al solidarismo, al pluralismo, tali da immettere nel patto costituzionale i fondamentali punti di arrivo della riflessione cattolica sullo Stato e sulla società, ma tali da dare anche una effettiva risposta positiva all’esistenza di democratizzazione sostanziale delle istituzioni e di trasformazione dei rapporti sociali». La Costituzione fu inevitabilmente il risultato della confluenza di diverse ideologie e di diverse correnti culturali, politiche, sociali e giuridiche, e il dibattito fu ampio e a volte anche aspro. Alla fine, però, ha scritto ancora De Siervo, «ciò che veramente distinse quell’esperienza fu un eccezionale senso di responsabilità delle forze politiche nella ricerca di un risultato da tutti accettabile, con ogni probabilità frutto delle durissime lezioni della storia da cui tutti erano freschi reduci e della conseguente volontà di ricostruire davvero una solida casa comune». Sembrano riecheggiare le parole usate da De Gasperi nel suo intervento, il 28 ottobre 1945, alla prima settimana sociale di Firenze, quando indicò il difficile cammino che aspettava i costituenti cattolici. «Non sempre – affermò De Gasperi – quando si scende dall’alta montagna è possibile mantenere la stessa atmosfera ossigenata e non sempre la stessa prospettiva può essere attuata, quando si tratta di dover fissare una pratica convivenza civile, che tiene conto delle opinioni altrui e deve cercare una via di mezzo fra quelle che possono essere le aspirazioni di principio e la possibilità di azione».Venerdì 30 e sabato 1 dicembre la Tre Giorni Toniolo si trasferirà al Centro studi cappuccini di San Miniato. In particolare, venerdì i «diritti e i doveri» della persona saranno affrontati dal teologo Paolo Doni, dal filosofo Vittorio Possenti, dall’antropologa culturale Giovanna Salvioni, dal giurista Andrea Simoncini, dall’economista Antonio Magliulo e dal sociologo Stefano Martelli. Sabato, dopo la celebrazione eucaristica presieduta dall’arcivescovo di Pisa Alessandro Plotti, tavola rotonda sul tema «i cattolici oggi fra testimonianza della fede e impegno sociale e politico». Vi partecipano il vescovo di San Miniato Fausto Tardelli, quello di Prato Gastone Simoni, e poi Savino Pezzotta, Ernesto Preziosi, Amos Ciabattoni e Paolo Nello.