Giubileo 2025
Giubileo: a Roma le stole donate dalle aziende pratesi
Questa mattina il vescovo Nerbini e la sindaca di Prato Bugetti hanno consegnato nelle mani di mons. Rino Fisichella uno dei 1500 paramenti liturgici realizzati nella città del tessile per l’occasione

«Questo dono è un tesoro che ci commuove e ci invita a portare la Misericordia nel mondo». A nome di papa Francesco, monsignor Rino Fisichella ha ricevuto dal vescovo Giovanni Nerbini e dalla sindaca Ilaria Bugetti una delle millecinquecento stole che il distretto industriale di Prato ha donato alla Santa Sede in occasione del Giubileo della Speranza. Come avvenuto nel 2000, quando il genio pratese realizzò il piviale indossato da Giovanni Paolo II per l’apertura della Porta Santa, venticinque anni dopo la città del tessile ha rinnovato la propria amicizia con il Santo Padre e ha realizzato una veste liturgica per il Giubileo 2025. Su richiesta di papa Francesco, Prato ha creato le stole per i Missionari della Misericordia, sacerdoti inviati in tutto il mondo con il mandato di portare perdono e speranza.
La consegna della stola è avvenuta questa mattina nei Giardini Vaticani, all’inizio del rosario recitato da oltre cinquecento Missionari della Misericordia arrivati a Roma da Paesi di tutti i continenti. Il paramento sarà poi distribuito domani ai sacerdoti prima della celebrazione festiva, come mandato per un rinnovato impegno nel loro ministero dedicato alla riconciliazione.





«Queste stole, che accompagneranno la vostra opera nel portare perdono e misericordia, sono il frutto del lavoro dell’uomo – ha detto il vescovo Giovanni Nerbini -, sono realizzate con tessuti innovativi, prodotte dalla creatività degli imprenditori pratesi. Il desiderio di fare questo dono nasce dal gesto che Prato compì nel 2000, quando creò e donò il tessuto per confezionare il piviale di Giovanni Paolo II. Oggi questo legame con il Santo Padre si rinnova».
«Per noi questa è una giornata bellissima perché ha il significato profondo del dono che ci avvicina alla riconciliazione. – afferma la sindaca Ilaria Bugetti – Mettiamo a disposizione il saper fare, la capacità e l’operosità della nostra città come segno grande di speranza per questo Giubileo. Prato è legata a un tessuto sacro, la cintola di Maria, da secoli custodita insieme da Diocesi e Comune, unite al fianco l’una dell’altra. Questo dono rinnova questo legame perché si possa mandare a tutto il mondo un messaggio di pace e di collaborazione».
Le stole, realizzate con il concorso di diverse aziende del distretto tessile pratese, sono state particolarmente apprezzate per la loro bellezza e la pregevolezza nella fattura. Sono realizzate in jacquard, particolare tessuto usato per ottenere disegni complessi, creati direttamente nel corpo del prodotto. Sul paramento, posto all’altezza del cuore come simbolo di conversione, è stato tessuto un disegno, ideato dal vicario generale della Diocesi di Prato monsignor Daniele Scaccini. L’immagine è composta dalla croce contenuta nel logo del Giubileo, con al posto dell’ancora finale un filo che si intreccia con le chiavi di San Pietro. «Con le quali – ha spiegato ai Missionari della Misericordia mons. Scaccini – si sciolgono le vele al vento, per dare il senso del viaggio che compirete ai quattro angoli del mondo».
La stola è di color viola caldo, colore penitenziale e di attesa, e contiene dei filamenti d’orati in lurex, che si infittiscono nell’estremità per dare un tono luminoso, a significare «la luce di Cristo che arriva anche nelle tenebre», ha sottolineato mons. Scaccini.
Prato ha sempre messo a disposizione dei grandi eventi la propria arte tessile. Tornando al Grande Giubileo del 2000, oltre al tessuto speciale e colorato usato per confezionare il piviale del Papa, in quella occasione le imprese del distretto donarono 16mila metri di tessuto, con il quale furono realizzate le vesti per i celebranti in San Pietro. Quegli stessi paramenti sono stati indossati anche nella messa di apertura del Giubileo 2025.
Il giorno della storica visita di papa Francesco a Prato, il 10 novembre 2015, con la stoffa delle aziende pratesi fu realizzata una speciale casula per il Pontefice, alla quale fu attribuito il nome «Francesco, ripara». Quella veste fu confezionata con un tessuto particolarissimo: la riedizione moderna di un panno del XIV secolo, prodotto grazie alle indicazioni contenute nelle carte del celebre mercante Francesco Datini.