Prato
Giornata mondiale del malato, messa nell’atrio dell’ospedale Santo Stefano celebrata dal vescovo Giovanni Nerbini
Impartito il mandato a una trentina di operatori pastorali, avranno il compito di offrire assistenza umana e spirituale ai degenti dell’ospedale e nelle strutture di cura

L’invito ad essere «sempre più attenti e sensibili verso quelle persone che portano il peso di situazioni complesse, dolorose e sono chiuse alla possibilità di un futuro diverso», per testimoniare loro che «Dio ci è vicino sempre». Lo ha detto il vescovo di Prato monsignor Giovanni Nerbini nel corso della messa celebrata nell’atrio dell’ospedale Santo Stefano in occasione della giornata mondiale del malato e per sottolineare l’apertura della cappella ospedaliera come chiesa giubilare.
L’11 febbraio, la Chiesa fa memoria delle apparizioni della Madonna a Lourdes e da alcuni anni la Diocesi di Prato si ritrova per condividere un momento di preghiera per i malati e i loro familiari, per il personale sanitario e i volontari che prestano servizio nelle strutture di cura. In tanti hanno partecipato alla messa, durante la quale monsignor Nerbini ha impartito il mandato agli operatori pastorali che quotidianamente prestano assistenza spirituale ai degenti dell’ospedale, della casa di cura Villa Fiorita, delle cure intermedie al Misericordia e Dolce e nel presidio socio sanitario La Melagrana.
Sono circa una trentina e grazie a un accordo con l’Asl Toscana Centro, e dopo aver compiuto un apposito percorso di formazione, si avvicinano ai malati per dare conforto, umano e spirituale, e a chi lo desidera portare l’Eucarestia. «Un servizio prezioso, che è completamente ripartito dopo i difficili anni del Covid – dice Stefania Cecchi, direttrice dell’Ufficio diocesano di Pastorale della salute –, queste persone rappresentano per molti un motivo di vera speranza».
Nel corso della celebrazione monsignor Nerbini ha conferito il sacramento dell’unzione degli infermi ai degenti presenti alla messa. Poi al termine, il Vescovo ha ringraziato il personale ospedaliero «per l’impegno straordinario offerto, a volte vissuto in condizioni di lavoro non semplici» e i volontari delle varie associazioni «che si impegnano a titolo gratuito a non lasciare soli quanti hanno bisogno non solo di cure, ma di sostegno incoraggiamento e di affetto».
L’iniziativa è promossa dall’Ufficio di Pastorale sociale della Diocesi di Prato in accordo con la Direzione ospedaliera e la Direzione infermieristica dell’ospedale Santo Stefano. Alla celebrazione erano presenti l’assessore del Comune di Prato Marco Sapia e il vicario della Prefetto Vincenzo Arancio. Hanno partecipato numerose associazioni di volontariato: Misericordia, Pubblica Assistenza, Croce d’Oro, Croce Rossa, Unitalsi, Amci, Acos, Figli in Cielo, Fondazione Pitigliani e Centro per i diritti del malato.