Cultura & Società

FIRENZE, MUSICA: ‘O FLOS COLENDE’, RARITA’ COLTE PER DECENNALE

Compie dieci anni e li festeggia tenendo fede ed esaltando la qualità del suo programma la rassegna di musica sacra ‘O Flos Colende’, che dal 1996 viene organizzata dall’Opera del Duomo di Firenze e che, quest’anno, propone rarità colte che saranno eseguite anche in luoghi aperti al pubblico, come il lato sud di piazza del Duomo, uno spazio che per la prima volta diventa sede di concerto ed ospiterà l’orchestra proprio sotto il Campanile di Giotto.

Il programma, presentato stamani dalla presidente dell’Opera del Duomo Anna Mitrano e dal direttore artistico della rassegna Gabriele Giacomelli – presenti anche il sovrintendente al Teatro del Maggio, Francesco Giambrone, il proposto della Cattedrale Paolo Ristori e Paolo Bonami presidente degli Amici della musica e di Settembre musica – propone eventi concertistici anche spettacolari, accanto ad un importante momento di riflessione sulla presenza della musica spirituale nella storia del capoluogo toscano.

La rassegna si apre il 10 aprile, alle 21.15 nella Cattedrale di Santa Maria del Fiore con “La Passione secondo Matteo” di Francesco Corteccia. La voce recitante di Ugo Pagliai si alternerà, secondo la prassi del Cinquecento, con gli interludi musicali scritti al tempo da Corteccia. I brani cantati del compositore saranno affidati all’ensemble L’Homme Armé, uno dei gruppi più affermati a livello italiano per l’esecuzione della polifonia rinascimentale, diretti da Fabio Lombardo.

Francesco Corteccia fu il più importante maestro della cappella del Duomo di Firenze e del Battistero all’epoca di Cosimo I dei Medici. Sabato 6 maggio, sempre nella Cattedrale, appuntamento con I cantori sistini per un concerto della Cappella Musicale Pontificia Sistina diretta da Mons. Giuseppe Liberto, che costituisce l’ensemble vocale che vanta la storia più prestigiosa al mondo.

La serie degli appuntamenti musicali viene interrotta il 27 maggio con un incontro di studi sulla ‘Musica liturgica e spirituale nella storia di Firenze’ cui parteciperanno, tra gli altri, il vescovo ausiliare di Firenze Monsignor Claudio Maniago ed il rettore dell’ ateneo fiorentino Augusto Marinelli.

Il 23 giugno si terrà il concerto sotto il campanile di Giotto, si tratta di una vera e propria rarità in copruduzione con il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino che, con questa esecuzione, chiude il suo 69mo festival. Ivor Bolton dirigerà l’orchestra del Maggio nella Messa Solenne in sol maggiore, per coro e orchestra di Luigi Cherubini e in due brani scritti da Mozart, il primo Kyrie K33, quando aveva solo 10 anni, ed il secondo Inter Natos Mulierum K72, dedicato a San Giovanni Battista, quando ne aveva 16 ed era da poco tornato in Austria da Firenze e Bologna.

Ancora Mozart il 6 luglio, nella Cattedrale dove, in coproduzione con Ravenna Festival, il Chorus Sine Nomine di Vienna, diretto da Johannes Hiemetsberger, interpreterà la celebre antifona Quaerite Primum Regnum Dei che Mozart compose come prova d’ingresso per essere affiliato alla prestigiosa Accademia Filarmonica di Bologna. Ma si potrà ascoltare anche la versione realizzata da padre Martini che Mozart ricopiò interamente, essendo la propria costellata di errori.

In programma anche brani legati alle amicizie che il giovane Mozart strinse nel suo soggiorno fiorentino. Fra queste spiccava il Marchese Pierre-Eugene-François di Ligniville, ministro delle poste granducali e dilettante musicista, di cui nel concerto verrà proposto un suggestivo Stabat Mater (trascritto da Gabriele Giacomelli) ammiratissimo e studiato dallo stesso Mozart, che ne ricopiò alcune parti.

La conclusione della rassegna, l’8 settembre, in Cattedrale, con un oratorio per i fiorentini, in coproduzione con Settembre Musica – Amici della Musica, di Alessandro Stradella, dedicato a San Giovanni Battista, per soli e orchestra, affidato all’Ensemble Aurora ed alla direzione di Enrico Gatti. Questo oratorio è considerato il capolavoro del geniale Alessandro Stradella. Si tratta di una partitura tipicamente barocca composta nell’anno giubilare 1675 per la comunità dei fiorentini in Roma. (ANSA).