Firenze
Firenze, Betori: lavoro, attenzione ai giovani e ai poveri per superare la crisi
“Sembra che dovremo attraversare una grave crisi economica, che andrà affrontata avendo a cuore la necessità di creare lavoro per tutti, l’ascolto di istanze e prospettive delle nuove generazioni a cui un giorno verrà consegnata questa città, la preoccupazione perché nessuno sia lasciato ai margini.”queste le parole del cardinale Giuseppe Betori durante la messa nella festa di Pentecoste.
“’L’emergenza – ha dichiarato l’arcivescovo di Firenze – ha generato nuove povertà, anche a Firenze, a cui non sono mancate le risposte della solidarietà, a cominciare dalla Chiesa e dalla sua Caritas. Questo impegno di vicinanza e di cura non dovrà mai venir meno”.
Tutto questo, ha concluso, “senza cancellare il nostro volto, quasi che dovessimo vergognarci della bellezza che ci circonda, ma farne piuttosto motivo di crescita della coscienza identitaria ed etica della convivenza. Non basta guardare ciò che è bello e restarne estasiati, ma occorre capire quali sono stati i valori e i legami che lo hanno generato. Sono gli stessi fondamenti a cui oggi dovremmo attingere.
Ci sia di insegnamento la cupola sotto cui celebriamo e l’avventura umana e di fede che l’ha generata. Qui torna al centro del nostro futuro il nostro compito di cristiani, perché la fede non fu ai margini dello splendore che abbiamo ereditato, ma ne fu la scintilla e la fucina. Come ha ben mostrato Sergio Givone, solo l’aver posto come termine l’infinito permise a Filippo Brunelleschi di sfidare l’opera ritenuta impossibile e di creare questo vasto cielo, e questo perché riconobbe nell’infinito una icona della verità, una finestra aperta sull’unica realtà vera, la gloria di Dio. Siamo ancora capaci di tali altezze? Dobbiamo sperarlo e invocarlo, se davvero crediamo nella forza dello Spirito di Dio.”