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DROGA: IN 30 ANNI 12.000 GIOVANI USCITI DAL TUNNEL GRAZIE ALLE COMUNITÀ TERAPEUTICHE

“Prendersi cura dell’altro: la tossicodipendenza tra esperienza e morale” è il tema del simposio internazionale che la Fict (Federazione italiana comunità terapeutiche) con il Pontificio Consiglio per la salute promuove a Roma il 23 e 34 giugno, in occasione della Giornata mondiale contro la droga indetta dalle Nazioni unite per il 26 giugno. Andare “ben oltre i dibattiti tradizionali sul danno delle sostanze, leggere o pesanti, sull’efficacia del trattamento di recupero, o sulle posizioni ideologiche divise tra legalizzazione e proibizionismo”: questo, spiega il presidente Fict, don Egidio Smacchia, il proposito del simposio che intende “analizzare la dimensione umana di chi è rimasto vittima della droga e di chi gli si pone accanto”.

“Qual è la molla che può spingere il tossicodipendente a un’inversione di rotta, a scommettere ancora su se stesso?” si chiede don Smacchia, più di trent’anni di esperienza di lavoro al fianco di centinaia di tossicodipendenti. “Non c’è una sola risposta – afferma -, ognuno ha motivazioni diverse”; ciò che conta è la disponibilità ad “un percorso comune improntato sulla reciprocità e l’autonomia”. Su questo principio operano i 49 centri Fict, rete di oltre 600 servizi presente sul territorio nazionale in 17 regioni. Sono attualmente 11.164 i giovani seguiti quotidianamente; 10.180 i familiari; oltre 12mila, in 30 anni, i soggetti ad oggi usciti dalla droga e reinseriti nella società. Interverranno al simposio, tra gli altri, lo psicanalista francese Tony Anatrella, la filosofa ungherese Agnes Keller e lo psichiatra argentino Richard Grimson.Sir