Cultura & Società

CODEX, ON-LINE IL CENSIMENTO DEI MANOSCRITTI MEDIEVALI CONSERVATI IN TOSCANA

Sta per finire il tempo delle pazienti ricerche in archivio, delle attese per avere notizia di un certo manoscritto, della incerta speranza di poterlo consultare. Il mondo della ricerca sui codici medievali e umanistici è di fronte ad importanti cambiamenti ed a nuovi strumenti d’indagine. Grazie a Codex, banca dati on-line consultabile attraverso il sito regionale www.cultura.toscana.it dati (percorso: biblioteche/banche dati) 2.700 manoscritti datati o databili entro il 1.500 sono finalmente rintracciabili, ed in parte fruibili, direttamente dalla rete. “Codex – spiega l’assessore regionale alla cultura, Mariella Zoppi – è il risultato più visibile di un progetto promosso dalla Regione Toscana circa 10 anni fa. E’ un lavoro di straordinaria importanza che ha censito un patrimonio diffuso in maniera capillare sul territorio. Sono stati schedati, fotografati e descritti minuziosamente codici conservati in 71 diverse sedi: archivi statali e comunali, biblioteche pubbliche e private, monasteri, chiese, seminari vescovili, istituzioni culturali, musei. Un lavoro lungo e paziente che è stato possibile grazie all’interesse dimostrato dal mondo accademico ed alla collaborazione costante prestata dalla Società internazionale per lo studio del medioevo latino, a cui la Regione ha affidato le campagne di catalogazione e la direzione scientifica del progetto”. Altra collaborazione importante è stata quella di Signum, il Centro di ricerche informatiche per le discipline umanistiche della scuola Normale Superiore di Pisa, che ha realizzato l’interfaccia web in collaborazione con il C.N.R.. Attraverso la banca dati on-line di Codex è possibile accedere alle schede descrittive dei codici, alla loro bibliografia relativa, alle immagini (oltre 3000 in tutto), alle schede sulle sedi di conservazione. Fornendo al sistema alcune informazioni base per la ricerca, è possibile accedere ad indici organizzati a seconda delle sedi di conservazione, degli autori (oltre 1000), dei titoli (quasi 5000), dei nomi dei copisti, di quelli dei possessori ed infine dei luoghi di copia. Una caratteristica particolare, che sarà utile agli studiosi ma potrebbe rivelarsi preziosa anche per la tutela del patrimonio storico e culturale della Toscana è, infine, l’indice dei ‘Manoscritti dispersi’, ovvero il cataogo con le descrizioni e, quando possibile, le foto, di circa 70 codici trafugati in un passato più o meno recente da biblioteche ed archivi toscani. Le immagini dei manoscritti scomparsi sono state inserite con l’apposito scopo di favorirne il riconoscimento ed il recupero. Il lavoro del progetto Codex è stato completamente ultimato in otto delle dieci Province toscane. Ad ultimare la fotografia del patrimonio di manoscritti medievali presenti in Toscana mancano ancora alcune informazioni relative alle Province di Firenze e Siena. La banca dati sarà aggiornata in tempo reale e nel tempo sarà ulteriormente arricchita di immagini e descrizioni, in modo da renderla sempre più uno strumento prezioso ed indispensabile per quanti studiano la cultura medievale ed umanistica e la trasmissione nei testi nel periodo precedente la nascita della stampa. (cs-pp)