Vita Chiesa

Arezzo, percorso di formazione all’impegno sociale e alla cittadinanza attiva nella prospettiva della «Laudato si’»

«Un ciclo di incontri, intitolato Lo sviluppo sostenibile: la prospettiva della Laudato si’ – ha sottolineato il vescovo Riccardo Fontana, presente in conferenza stampa – per riaffermare la centralità del lavoro, la sostenibilità delle tematiche ambientali e l’umanesimo alla luce della prospettiva del magistero della Chiesa, specificamente dell’enciclica di Papa Francesco».

Incontri con esperti, uno al mese: il primo sarà con Enrico Giovannini, già ministro del Lavoro e delle politiche sociali e attuale portavoce dell’Alleanza italiana per lo sviluppo sostenibile, che sabato 14 dicembre, alle ore 17,30, nella basilica di san Francesco tratterà il tema «Sviluppo sostenibile: la prospettiva della Laudato si’».

Gianfranco Brunelli (direttore della rivista Il Regno) interverrà sabato 18 gennaio 2020 sul tema «Laudato si’: i nodi fondamentali»; sabato 22 febbraio sarà la volta di Stefano Zamagni (presidente della Pontificia Accademia delle scienze sociali) con «Economia, politica e finanza alla luce della Laudato si’». Il 21 marzo l’incontro conclusivo sul tema «Il buon lavoro. L’ottica della dottrina sociale della Chiesa e la situazione contemporanea».

«La Laudato si’ è una grande enciclica – ha commentato Stefano Mannelli, presidente provinciale delle Acli – perché ci fornisce un quadro globale dell’attuale società che ci sembra doveroso approfondire per dare un ulteriore seguito al percorso sinodale avviato sul territorio. Liberismo e consumismo senza limitazioni hanno portato immense e immorali disuguaglianze non solo tra Stati ma anche all’interno dei singoli Stati: è necessario, quindi, rivedere l’approccio alla produzione per orientarci verso un nuovo modello di sviluppo umano, sociale e sostenibile, assistito da una finanza che favorisca il lavoro dignitoso».

Maurizio Pagliai, presidente provinciale Mcl, ha sottolineato l’importanza «della formazione e della educazione personale verso questi temi, assolutamente prioritari per la nostra generazione per mantenere il patto di solidarietà con quelle future».

Marco Randellini, direttore del Centro pastorale diocesano per il Lavoro e il Creato, ha espresso l’auspicio «che questo corso di formazione sia solo un primo passo verso una formazione continua e costante, partecipata da tutti, affinché sempre più il tema della casa comune sia diffuso e patrimonio di ciascuno di noi».