Prato

A viso aperto prima del voto

Provincia, scintille per palazzo  Buonamici

Forum a Toscana Oggi fra i candidati al ballottaggio per la Provincia di Prato Cristina Attucci (centrodestra) e Lamberto Gestri (centrosinistra)

Toscana Oggi Iniziamo parlando di crisi e delle conseguenze che questa avrà nei confronti delle famiglie pratesi. La Provincia ha competenze sul lavoro e la formazione. Cosa pensate di fare, se eletti Presidente, per arginare la crisi e in particolare per aiutare il reinserimento lavorativo di chi ha perso l’occupazione? Cristina Attucci «Questa crisi arriva da lontano e purtroppo non è finita. Sappiamo anche di aver già usato parte degli ammortizzatori sociali previsti dalla legge. Ma non basta, dobbiamo aiutare tutti coloro che si trovano senza lavoro e anche i lavoratori atipici che non hanno diritto a niente. Il Governo ci ha rassicurato, sono previsti dei finanziamenti per coprire tutte le posizioni. Mentre per reinserire chi ha perso il lavoro, dovremo puntare sulla formazione attraverso un progetto mirato ad essi dedicato. Serve dunque un progetto per Prato che il Governo ha assicurato di finanziare». Lamberto Gestri «Servono subito risposte concrete, perché la ricaduta della crisi sulle famiglie sarà durissima nei prossimi mesi. I progetti che voglio mettere in campo puntano a sostenere le imprese sane, quelle che credono nel distretto e non delocalizzano. Vanno sostenute le aziende che innovano e che intendono affacciarsi al mercato internazionale. Per le famiglie in difficoltà creeremo uno sportello di consulenza e di ascolto per indirizzare e per aiutare a riequilibrare il loro bilancio. Attucci ha detto che il Governo ha stanziato dei fondi, ma in realtà i soldi arrivati provengono dalle regioni, sottratti alle risorse destinate alla formazione. E poi il “progetto per Prato” cosa significa? In cosa consiste? Nessuno lo ha capito». Attucci «Lo abbiamo presentato più volte, contiene la proposta di Cenni sul cardato rigenerato, un’idea molto apprezzata». Gestri «Sul cardato voglio ricordare che ci sono già 3 milioni di euro disponibili, previsti nell’ultima finanziaria del Governo Prodi, che ancora non sono stati utilizzati. Gli imprenditori pratesi possono attivarsi facendo progetti in tal senso. Voi parlate solo di promesse generiche». Attucci «Mi fa piacere che il centrosinistra si occupi di cardato, dato che tempo fa avete detto che era un’idea vecchia e non poteva essere utilizzato. Invece è una risorsa ed è il fulcro del progetto che stiamo portando avanti». Gestri «Ma lo sa lei quanti carbonizzi sono rimasti a Prato? Quasi più nessuno…». Toscana Oggi Negli ultimi mesi la Provincia ha assunto la regia del Tavolo di distretto. Con quali frutti? Secondo voi è un’esperienza da continuare? Gestri «Credo che il tavolo sia stato la forza vera del distretto e grazie al lavoro di Logli e della sua giunta è stato possibile portare all’unità vera quelle che sono tutte le istanze dei soggetti presenti sul territorio. Non è un lavoro semplice mettere insieme industriali, artigiani e sindacati. Prato è divenuto “caso nazionale”. Purtroppo le risposte del Governo sono state deludenti. Occorre continuare con questo strumento perché il tavolo è il luogo dove si affrontano questioni strategiche». Attucci «Lodare l’amministrazione Logli mi lascia perplessa visto che è stato il centrosinistra stesso a sfiduciarla». Gestri «Il lavoro svolto da Logli lo cito con orgoglio, ha avuto anche il riconoscimento del Ministro Brunetta come una delle amministrazioni più efficienti d’Italia». Attucci «Purtroppo il tavolo non ha prodotto alcun risultato, ritengo sia uno strumento importante ma va riempito di contenuti; deve essere portato a livelli adeguati per avere i finanziamenti necessari. E l’attenzione dimostrata negli ultimi giorni da Roma non va sottovalutata». Toscana Oggi Una delle scommesse della provincia per il futuro del distretto è il Creaf, il centro di ricerca, nel quale HP e Microsoft hanno già chiesto di entrare. Quale contributo potrebbe dare la Provincia per il rilancio del tessile? Attucci «Il Creaf è nato nel 2005 e ancora si tratta di un investimento immobiliare da 14 milioni di euro privo di contenuti. È vero che ci sono due aziende importanti, come Hp e Microsoft, che sono interessate al progetto ma mi pare che abbiano poco a che fare con il distretto. L’unica modalità è quella di concertare con le aziende e le associazioni di categoria e trovare un utilizzo vero per questo ambiente che è costato un bel po’ di soldi». Gestri «Il Creaf sarà il cuore del sistema dell’innovazione e della ricerca, dovrà partire il prima possibile perché è urgente. Dovrà diffondere la cultura dell’innovazione e trasferirla alle aziende sul territorio. Una scommessa importante e decisiva. Il suo compito è quello di salvaguardare le capacità di tenuta del tessile ad alto contenuto tecnologico, che a Prato c’è ed è quello che tiene in piedi l’economia del distretto». Toscana Oggi A proposito di diversificazione, il successo delle visite agli affreschi di Filippo Lippi ha fatto comprendere come il turismo sia una strada concreta per lo sviluppo di Prato. Come perseguire questa opportunità? Gestri «I dati degli ultimi anni dicono che le presenze turistiche sul territorio sono aumentate notevolmente; però bisognerebbe fare di più e meglio.Ma le cose fatte sono tante. Penso allora ad un progetto di comunicazione e marketing per far sapere quali sono le peculiarità di Prato. Comunque c’è un notevole apprezzamento per quanto è stato fatto fino adesso e il “grande evento” di settembre sarà una cosa straordinaria per l’impatto che avrà sulle presenze turistiche in città». Attucci «Il “grande evento” è sicuramente una buona iniziativa,ma va in qualche in modo aiutato. Se è vero che porterà tanti turisti, il rischio è che poi questi paghino solo il biglietto e poi vadano a dormire e mangiare da un’altra parte. Occorre che i turisti riescano a vivere a pieno il territorio, che è degradato e non ben sfruttato. Penso ad esempio a Gonfienti che si vuole risotterrare. Poi c’è bisogno di nuove infrastrutture, come la bretella che collega il Mugello alla Val di Bisenzio, che potrebbe portare sviluppo economico e turistico». Toscana Oggi Nessuno di voi due si è ancora «sbottonato» sulla squadra di governo. Intendete aspettare l’esito delle elezioni? Attucci «Formeremo la giunta dopo le elezioni. Ho già in mente qualcuno ma non voglio anticipare dei nomi. Dico solo che ho intenzione di chiamare giovani e donne, alle quali saranno affidati incarichi nel sociale». Gestri «Il mio programma è suddiviso in progetti e voglio investire della responsabilità di assessore persone valide per l’attuazione di questi. Non faccio nomi ma dico che ci sarà una cospicua presenza femminile». Toscana Oggi In caso di elezione a Presidente, come vi regolereste se venisse eletto un sindaco di Prato diverso dalla vostra alleanza? Gestri «Il rapporto tra comune e provincia dovrà essere comunque speciale, perchè il perseguimento del bene comune supera ogni logica» Attucci «Non mi sento ideologicamente di parte, quindi non avrei nessun problema se ci fosse tale situazione». (Al forum hanno partecipato: Gianni Rossi, Giacomo Cocchi, Damiano Fedeli)

L’ultimo faccia a faccia prima di decidere

Forum a Toscana Oggi fra i candidati al ballottaggio per sindaco di Prato Massimo Carlesi (centrosinistra) e Roberto Cenni (centrodestra)

Toscana Oggi I prossimi mesi potrebbero riservare scenari gravi per le famiglie pratesi. Licenziamenti, ridimensionamenti di aziende, cassa integrazione. Non vi chiediamo le grandi ricette per il futuro, quanto cosa fareste, se eletti sindaco, per arginare la crisi da settembre a dopo Natale.

Massimo Carlesi «Ho da poco incontrato due giovani sposi, rimasti entrambi senza lavoro, che aspettano un bambino: lui è in cassa integrazione, lei in mobilità. Il problema è più vasto di quello che si creda e riguarda tantissime famiglie. La prima cosa è l’attivazione di un fondo speciale per il sostegno al pagamento di bollette, affitti, nidi, scuole. Ovviamente bisognerà pensare ad un meccanismo in deroga all’Isee, altrimenti la valutazione sarebbe sul reddito dell’anno precedente. Seconda cosa: l’emergenza non durerà poco. Occorre un percorso a lungo termine di revisione del sociale a Prato, dal ripristino del reddito al sostegno alle famiglie, introducendo anche il cosiddetto “Quoziente familiare”».

Roberto Cenni «Parlando con i cittadini, ci si rende conto si quanto siano immersi nella crisi economica. Stanno cambiando anche le armonie: quando c’è difficoltà, perché uno è in cassa integrazione o licenziato, anche i rapporti in famiglia, inevitabilmente, ne risentono. Per non agire solo sull’urgenza, ma con una strategia per gli esercizi successivi, occorrono scelte drastiche sulle spese superflue o non produttive (penso a una serie di consulenze pagate per l’area del Banci o del Mercatale…). L’impegno di un amministratore dev’essere quello di spingere all’efficienza: non ci si può permettere di fare sbagli. Se non si sostiene il nucleo della famiglia in una situazione di grande disagio come questa, la società si sfalda ancora di più. I provvedimenti concreti saranno tutti quelli che possono andare in direzione della famiglia e che sono contenuti anche nel documento dell’Associazione dei diritti della famiglia. Mi riferisco ad esempio alla tariffazione».

Toscana Oggi Avete parlato di capitoli di bilancio su cui intervenire. Quali tagli avete in mente?

Cenni «So dove andare a pescare questi soldi per destinarli ad altro. Considerato che una fetta importante degli introiti è l’addizionale Irpef, in un momento in cui le entrate del Governo stanno diminuendo in percentuale sensibile, è evidente che anche gli introiti del Comune diminuiscono. Tutti i capitoli di spesa vanno reinterpretati in funzione di quello che tu vuoi ottenere».

Carlesi «C’è stata con l’ultima Finanziaria una diminuzione dei trasferimenti ai Comuni per il sociale: più di un milione di euro (-27%) tagliati a Prato, parzialmente reintegrati dalla Regione Toscana. Dove tagliare? Occorre intervenire sui costi della politica, come ho già detto fin dalla mia elezione con le primarie, con la diminuzione degli assessori e il taglio del direttore generale. Penso poi a un accorpamento di aziende pubbliche, ad esempio Sori e Asm. Così si otterrebbe, su base annua, circa 1,5 milioni di euro. Dobbiamo però puntare a riottenere la dotazione iniziale da parte del Governo. A Prato ci sono 54mila persone con pensione di 505 euro, 24mila con 410 euro. Così non si può reggere».

Cenni «La situazione è ancora un po’ più grave rispetto a quella che dici. Il prossimo sindaco dovrà affrontare cifre molto ingenti. E se non scendi nei capitoli particolari di spesa… Si tratta di incidere per milioni e milioni di euro. Fusioni e incorporazioni richiedono un processo legale molto lungo, puoi tagliare nei consigli di amministrazione e nelle consulenze. Si tratta di una rivoluzione quasi copernicana».

Carlesi «Sulle incorporazioni abbiamo una tempistica che, una volta messa in atto, ci garantisce il risultato finale. Casomai il problema è un altro: ancora Prato non ha avuto i trasferimenti da parte del Governo».

Cenni «Guarda che ci sono 28 milioni depositati nell’ultimo bilancio di verifica alla tesoreria comunale…».

Carlesi «Ma non sono spendibili: una parte di questi sono legati al patto di stabilità…».

Cenni «Ma come no? Sono spendibili immediatamente. Non li puoi spendere fuori dai capitoli di spesa preventiva….».

Carlesi «Ma se nel tuo bilancio preventivo prevedi di incassare X, e questa cifra ti arriva dopo, non la spendi, ti va in avanzo di amministrazione e non la puoi più spendere, per il patto di stabilità».

Toscana Oggi Sospendiamo l’argomento. Passiamo alla questione casa. Le cifre 2007 dicono che su 9700 alloggi in affitto, ci sono 749 sfratti, fra le percentuali più alte in Italia. C’è poi la difficoltà di tante coppie giovani ad accedere al mercato della prima casa. Qual è la vostra soluzione?

Cenni «Esistono i progetti speciali, che prevedono riqualificazione di interi quartieri (esempio il Macrolotto Zero), o di spazi industriali dismessi. Presentando bandi, statali ed europei, si ottengono finanziamenti a fondo perduto per l’urbanizzazione primaria e secondaria. Perché non è stato operato finora in questa direzione? Un comune come Bologna, che lo ha fatto, ha messo in moto 179 milioni di euro. Di cementificazione e di violenza questa città ne ha subita abbastanza. Bisogna lavorare sulla riqualificazione».

Carlesi «Primo: far fronte all’emergenza, con appartamenti di pronto intervento per supportare la famiglia nella fase transitoria, in gran parte realizzati da questa Giunta. Per il futuro: i giovani hanno un lavoro precario e non possono accedere ai mutui. Risposta: l’affitto con riscatto, che consente alla coppia di entrare in una casa e di pensare che questa poi sia la propria, per sempre. Qui si può giocare molto con il mondo della cooperazione. Si possono sia utilizzare edifici da ristrutturare, sia terreni edificabili. Altra risposta: sostenere l’accesso al mutuo di giovani coppie. Con un fondo di garanzia, in accordo con le banche. Altra possibilità: contributi per affitti».

Toscana Oggi Poniamo il caso che al sindaco arrivi una segnalazione: in un capannone, cinesi lavorano giorno e notte in condizioni subumane. Probabilmente molti sono clandestini. Come vi comportate?

Carlesi «Mi attrezzerò da subito con un ufficio sicurezza, potenziando la polizia municipale. Occorre poi rafforzare la collaborazione con gli altri organi dello Stato, come prevede il patto per la sicurezza a Prato, sennò le risposte sono parziali. Il problema è di tre ordini: uno, l’edilizia. Due: contribuzione e retribuzione. Tre, competenza Asl, condizioni igienico ambientali».

Cenni «Va ripreso il tavolo per la sicurezza e reso continuativo, con dei fondi, perché sia più efficiente di quello che è stato. Ci vuole poi un’indagine sulla provenienza di tutti i flussi finanziari che stanno arrivando in città e che poi prendono la via dei money tranfer. Il corpo che può operare è la Guardia di finanza. O le si fornisce del personale specializzato, o si decide di privilegiare quel tipo di indagini piuttosto che quelle di routine. Bisogna capire quant’è il danno che producono i flussi finanziari rispetto all’evasione: si rischia piano piano di farsi comprare la città pezzetto per pezzetto».

Toscana Oggi Giovedì scorso, dopo la processione del Corpus Domini il Vescovo Simoni ha fatto riferimento a una città multietnica «ormai irreversibile», fenomeno gestibile «dal diritto naturale alla luce del Vangelo, dalla saggezza dei governanti e dal buon cuore di tutti». Che ne pensate?

Cenni «Da cattolico prendo atto del richiamo del Vescovo e credo che debba essere integrato nelle responsabilità dell’amministratore. Se da una parte c’è la necessità di dare amore a chi è in questo momento di disperazione, il rovescio della medaglia è il fatto che queste persone sono, per la maggior parte (e mi riferisco alla comunità cinese) quasi schiavi. L’amministratore deve tener conto anche del fatto che c’è una situazione di disagio anche per quell’immigrazione che è venuta da noi, legale, e che può trovarsi senza lavoro e senza i presupposti della permanenza nel Paese. Allo stesso tempo c’è l’aumento delle difficoltà delle famiglie pratesi. Ci sono insomma da conciliare i principi di una necessità di amore, alla valutazione dell’impatto di una immigrazione che pesa oltre tre volte quello che è la media nazionale».

Carlesi «Il richiamo del Vescovo è stato ancora più profondo. Io l’ho percepito così: in questa città c’è ora il rischio che prevalga un atteggiamento egoistico, che non ci sia la disponiblitià ad affrontare le problematiche, tenendo conto che siamo in un momento difficile. Per questo ci dev’essere una condivisione da parte di tutti, e dei credenti in particolare, di questa tematica così difficile. Il Vescovo ha invitato a riflettere come davanti a noi abbiamo comunque e sempre delle persone, indipendentemente dal loro status. La risposta, quindi, in primo luogo è verso la persona. Poi ci sarà la fase dello status. Le persone non in regola: prima occorre dare risposte secondo i diritti inalienabili di ogni uomo – penso per esempio all’assistenza sanitaria – magari utilizzando convenzioni con le associazioni. Poi c’è la necessità di instradarle, laddove è possibile, su un percorso di regolarizzazione. Se non è possibile, si va all’espulsione».

Toscana Oggi In questi anni, uno dei fenomeni più evidenti è stata la nascita di comitati di cittadini. Qualcuno pensa che sia una patologia, altri la vedono come voglia di partecipare. Quali strumenti di partecipazione avete in mente?

Carlesi «Coinvolgere i cittadini su due temi importanti: bilancio e urbanistica-infrastrutture. Un laboratorio della partecipazione, non inteso come luogo fisico, ma come percorso. A tale proposito, non darò deleghe per la partecipazione, ma la terrò per me. Per il bilancio: un momento in cui si condividono con la cittadinanza le strategie, mediante assemblee pubbliche, incontri. Al tavolo del bilancio ci saranno il mondo dell’associazionismo e del volontariato, quello della cooperazione, il mondo dei sindacati, delle associazioni di categoria e degli ordini professionaliMolto conterà il rapporto con le circoscrizioni, anche in quelle amministrate dal centrodestra. Sulla parte urbanistica, credo si debbano affrontare i temi con più tempo, coinvolgendo l’intera città».

Cenni «La formazione di tanti comitati è dovuta al mancato ascolto dei problemi dei cittadini. In alcuni luoghi sono state fatte delle violenze incredibili. Ad esempio: caso della Multisala e del cambio della viabilità che ha creato problemi incredibili. O la divisione di Chiesanuova da Maliseti. O i giri pesca imposti a San Paolo per accedere alla Tangenziale. Dall’ascolto della gente viene gran parte del progetto che intendo portare avanti. Questa città ha già subito sufficienti violenze. Una ulteriore è la variantina approvata per il polo Banci. Le uniche cose da spingere sono quelle della riqualificazione, con la possibilità di una diversificazione dal tessile. Ad esempio la città etrusca di Gonfienti, il Monteferrato, le Cascine di Tavola, il parco fluviale del Bisenzio, la passeggiata archeologica dalla Calvana a Rio Buti, la riapertura di Palazzo Civico… Trovo poi ridicola la nomina del difensore civico da parte del Consiglio comunale: dovrebbe essere eletto dai cittadini».

Carlesi «Lo prevede la legge, non possiamo farci niente».

Cenni «In ogni caso troverei giusto che fosse fatta una preventiva nomina dai cittadini»

Toscana Oggi Nessuno dei due si è sbottonato più di tanto sulle rispettive squadre di Governo. Perché questa scelta? La volete mantenere fino a dopo il voto?

Cenni «Continuo ad avere in testa una squadra e un metodo. Fare nomi oggi? No, non voglio mettere in imbarazzo nessuno. Ho chiesto libertà dai partiti. Non avrei messo la faccia se non fossi certo di questo».

Carlesi «La squadra sarà di quattro uomini e quattro donne. Un presidente di circoscrizione avrà la delega su strade, marciapiedi, segnaletica. Un’altra per il decentramento sarà data a un presidente di circoscrizione. Terrò per me la partecipazione. Intanto abbiamo, con Lamberto Gestri, presentato i nomi di una squadra allargata di persone che saranno gli esperti di riferimento: tra di essi c’è l’ex prefetto di Firenze e Roma Achille Serra. Qualcuno forse si trasformerà in assessore, gli altri saranno consiglieri a titolo gratuito».

Toscana Oggi Se veniste eletti, Cenni dovrebbe far conto sull’exploit della Lega, Carlesi sull’appoggio esterno di Rifondazione. Nessuna rinuncia alla coerenza di programma?

Carlesi «Non ho fatto apparentamenti, il programma è quello originario. Ci è parso importante mantenere l’unicità del programma».

Cenni «Gli apparentamenti con Milone e Mazzeo sono alla pari di quelli fatti finora. L’exploit della Lega? Hanno comunicato bene con la città. Per quanto mi riguarda la questione è la fiducia che i cittadini mi daranno».

Toscana Oggi Lei Cenni nominerebbe assessore Aldo Milone? E lei, Carlesi, Loredana Ferrara?

Cenni «Milone lo nominerei, sì».

Carlesi «Con Loredana Ferrara ho un buon rapporto ma non abbiamo parlato di assessorati. Lei è alla stregua degli altri segretari delle liste che mi sostengono. Lavoro in piena libertà».

Toscana Oggi E se non foste eletti, siedereste fra i banchi del Consiglio comunale, per tutta la legislatura?

Cenni «Devo fare serie valutazioni sull’attività che svolgo e sulla possibilità di ruoli in altri ambienti. In caso di elezione a sindaco, l’azienda è già organizzata: devo ringraziarne la dirigenza, i miei soci, mio figlio e mia figlia che si sono sobbarcati il lavoro in più. Ed Elena, mia moglie».

Carlesi «Siederei in consiglio comunale a rappresentare l’opposizione. Mi auguro che Cenni, nel caso, faccia altrettanto».

Toscana Oggi Come vi comportereste in caso la Provincia vada allo schieramento opposto al vostro?

Cenni «Neppure ora che erano dello stesso schieramento c’era una grande collaborazione fra i due enti… Ritengo invece che sia opportuna la massima cooperazione».

Carlesi «Mi auguro un buon risultato per me e per Lamberto con cui abbiamo condiviso un percorso su temi e questioni. Ma ritengo che, anche se alla Provincia ci fosse uno schieramento diverso dal mio, ci debba essere un rapporto di collaborazione. Come mi auguro di averlo con il Governo».

Toscana Oggi In una battuta, perché votarvi?

Carlesi «Sono stato scelto in modo democratico dai cittadini con le primarie, mi sono confrontato con la città per sei mesi, condividendo un programma molto forte, spendendo tre parole, etica, legalità, lavoro. Ho trovato sintonie importanti e credo di avere la possibilità di rappresentare molte aspirazioni. Sono sicuro di mettere insieme una squadra molto forte per dare risposte ai problemi in atto, per una città più unita e convinta di uscire da questa crisi. Voglio essere il sindaco della speranza e del futuro».

Cenni «Credo sia fondamentale un profondo cambiamento. E credo che questo possa trovare una possibilità nella mia direzione».

(hanno partecipato al forum: Gianni Rossi, Giacomo Cocchi, Damiano Fedeli)

(dal numero 25 del 21 giugno 2009)