Vita Chiesa

GMG SYDNEY: «ABBIAMO PARLATO CON BENEDETTO XVI», LE VOCI DEI GIOVANI IN BARCA CON IL PAPA

(Dai nostri inviati a Sydney) – “Ho raccontato della mia nazione mettendo in particolare l’accento sui giovani. Gli ho chiesto di benedire la mia gente. Mi ha risposto che conosce bene l’India che pregherà per il mio paese e per i suoi giovani”. Ruveena Robert è una dei 16 giovani, fortunati, che hanno avuto la possibilità, oggi, di parlare direttamente con Benedetto XVI nel corso della navigata sulla baia di Sydney, mentre la barca Sydney 2000 accompagnava il Papa a Barangaroo per la cerimonia di accoglienza. “Abbiamo avuto una breve conversazione e parlato dei problemi della mia generazione in India – dice al Sir la giovane indiana – e mi ha detto che la gioventù non è priva di valori. Mi ha chiesto con chi ero e ho risposto che siamo accompagnati dai nostri vescovi. Era molto contento di stare in mezzo a noi; è stato lui dirmi di avvicinarmi per parlare con lui, è stato fantastico. Infine ha espresso anche il desiderio di visitare il Paese”. Grande emozione anche per Rodha Tiga, rappresentante africana: “quando mi ha visto mi ha chiesto da quale zona dell’Africa venivo ed ho risposto dal Sudan. Gli ho chiesto di pregare per il mio Paese e mi ha risposto che continuerà a farlo, per il Sudan e i suoi giovani. Gli ho anche chiesto di visitare il Sudan, e mi ha risposto che spera di poterlo fare. Mi ha sorriso e salutato ben tre volte dicendomi di portare il suo saluto il Sudan. E’ stata un’ora fantastica”. Tra i giovani più a loro agio sulla barca, Merym Rayner, della Marina militare australiana. Nella sua divisa d’ordinanza racconta al Sir di aver parlato con Benedetto XVI della presenza di pellegrini militari in questa Gmg: “si è mostrato curioso di conoscere il ruolo delle forze armate nella Gmg e cosa stiamo vivendo questi giorni ma al tempo stesso ha voluto delle informazioni sulla baia di Sydney visto che sono una marinaia. E’ stato veramente fantastico ed emozionante”. “Sembra incredibile!”, esclama entusiasta Kris Dmytrenko, canadese di 28 anni, uno dei due rappresentanti del continente americano a fianco di Benedetto XVI. “Il Papa lo vediamo sui giornali e in televisione, e può sembrare che non sia una persona vera. Invece improvvisamente ti appare davanti e scopri che… è reale. È molto affettuoso; e quel tipo di persona che ti fa campire di avere veramente cura di te”. Con il Papa, Kris ha parlato del recente congresso eucaristico a Quebec, e lo ha ringraziato per il messaggio inviato in tale occasione. “Ho visto sul suo volto la felicità per quest’incontro con i giovani”, aggiunge il ragazzo canadese a proposito della Gmg, augurandosi “che la gente di Sydney esca dalle case e incontri i giovani, prenda parte a questo evento di fede, di gioia e di speranza, per vedere Dio e Gesù sotto una luce nuova”.“È stata un’esperienza straordinaria avere il Papa in mezzo a noi: eravamo tutti sulla barca con le nostre bandiere, contenti per i momenti che stavamo vivendo”. Lo racconta al Sir Ryan Stichweh, giunto in Australia dalla West Virginia (Usa) per incontrare papa Benedetto XVI, e che oggi pomeriggio ha avuto la fortuna di compiere, assieme a poco più di 200 giovani, la traversata da Rose Bay a Barangaroo sulla nave che accompagnava il Santo Padre. “Molto emozionate” anche Tran Huuong Quyen, partite dal Vietnam per partecipare alla Gmg di Sydney. Mentre Eddy Dorairajah e Valerie Chen, malesi, si sono addirittura potute avvicinare al Papa: “Siamo riusciti a salire sul ponte della nave e l’abbiamo visto da vicino. Lo abbiamo salutato, sventolando la nostra bandiera. Lui ha ricambiato il saluto… è stato straordinario”. “Sono felice, un vero privilegio”, rimarca Yvette NecheineSebastian LaCroix, canadese, e Wasan Sadik, australiana di origine irachena: “Abbiamo letto degli inni, cantato e l’aria era piena di gioia. Abbiamo anche danzato e tutti insieme sventolavamo bandiere e foulard per salutare i giovani che attendevano il Papa”.Sir