Prato

Anno della fede, anno del Vescovo

di Nedo Mannucci*

Domenica 24 novembre nella solennità di Cristo Re, con la Santa Messa presieduta dal nostro Vescovo in Cattedrale, celebreremo la conclusione dell’anno della Fede indetto da Papa Benedetto e iniziato l’11 ottobre 2012 nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II.Tutta la Chiesa pratese è convocata in duomo alle ore 16 di domenica. Una processione da diverse chiese nelle quali si raduneranno i fedeli delle varie vicarie della diocesi, precederà l’ingresso in duomo, sottolineando il segno del popolo di Dio che camminando si riunisce insieme nella professione dell’unica fede nel Cristo Signore, centro del cosmo e della storia.Questa data richiama un altro evento denso di significato per la Chiesa di Prato: è trascorso un anno da quando il vescovo Franco è venuto tra noi. Nella lettera del suo primo saluto ci aveva subito scritto: «Lo Spirito ci ha fatto incontrare per vivere di Gesù che è morto e risorto per noi. Egli è la nostra vita, la nostra verità, la nostra pace. Egli è tutto per noi, come lo fu per tutti coloro che l’incontrarono e lo seguirono, compresi quanti hanno portato la fede nella nostra terra e l’hanno comunicata ai figli per generazioni e generazioni. Insieme continueremo ad amarlo, a conoscerlo e seguirlo».Dentro una situazione della nostra Chiesa e della nostra città che si è rivelata non facile, l’invito a avere lo sguardo puntato su Cristo da subito è stato il richiamo più immediato. Un incontro con Cristo da non ridurre a «un privilegio che ci faccia dimenticare che il criterio di ogni gesto cristiano rimane l’ampiezza del cuore di Dio. Il restare a casa , compiacendosi del ritmo ripetitivo delle cose di tutti i giorni, può offrire l’illusione di essere “vicini”, mentre, senza accorgersene, forse rischieremmo di non vedere chi ci cammina accanto e di mortificare l’urgenza alla quale il Signore ci chiama».Da questo impeto ha preso forma in questo tempo la programmazione di quella speciale «missione» che sarà la Visita pastorale e che il Vescovo da gennaio inizierà a fare visitando le parrocchie una per una. Chiesa nostra passione.Dunque, è già passato un anno: l’Anno della fede. Un anno del vescovo Franco tra noi. Quante cose sono accadute in questo anno! Basterebbe pensare alla più clamorosa di tutte: il gesto commovente della rinuncia di Papa Benedetto e la manifestazione di quella sorpresa di Dio arrivata agli occhi di tutto il mondo nella persona di Papa Francesco. È proprio vera la parola che il Papa ama così spesso richiamare: «Lasciatevi sorprendere da Dio!». Dio ha sempre l’iniziativa.È da questa coscienza di una inesauribile iniziativa di Dio dentro al cuore di questo mondo che è possibile, oggi, ridire parole di speranza. Perciò così ha scritto in un suo intervento su Toscana oggi, il vescovo Franco: «La crisi economica in continuo aumento e il nuovo volto della povertà ci sollecitano ad assumere un compito sempre più urgente, quello di ridare speranza, accompagnare percorsi di “risalita”, che mirino a salvaguardare la dignità umana e la centralità della persona. Sono sotto gli occhi di tutti le difficoltà di tante famiglie che non avvertono più alcuna possibilità neppure di sperare su un futuro».E ancora ha aggiunto: «A tutti è chiesto uno scatto di orgoglio». Così «è tempo di una convergenza per percorrere insieme l’unica strada, che rimarrebbe chiusa e senza risultati se intendessimo percorrerla da soli». C’è dunque una strada da percorrere insieme. Profondamente grati al Vescovo perché non siamo soli. In una Chiesa desiderosa di comunione e di passione missionaria.Un anno si conclude. Ma sicuramente Dio non ha finito di sorprenderci.* Vicario generale della diocesi