Prato

I tre frati “di strada”

di Gianni RossiSui fornelli sbuffa la pentola a pressione, la cucina è pronta per il pranzo. Una casa come le altre, nel cortile di una vecchia azienda come ce ne sono tante nel quartiere di San Paolo, tra via Pistoiese e via Filzi. La semplicità è come l’accoglienza: tutta francescana. Fra’ Simone Frosali, fra’ Giuseppe Neri e fra’ Alessio Prosperi ci accolgono nella nuova comunità dei Frati minori, in via Donizetti, dedicata a «Maria, Madre dell’incontro». Nel nome c’è tutto il significato di questa nuova presenza: andare incontro all’altro, senza particolari progetti o obiettivi prefissati, se non quello di condividere, accogliere, testimoniare. Soprattutto se l’altro è più povero, diverso, magari straniero. Il più «vecchio», fra’ Simone, che è anche il superiore della comunità, ha 35 anni, è originario di Firenze; fra’ Giuseppe 34, è nato a Empoli; fra’ Alessio, da Fucecchio, di anni ne ha 29. «Il Vescovo – spiega Simone – ci ha affidato il mandato di stare tra le gente, per strada. Questo è il nostro desiderio». E la gente, come racconta fra’ Giuseppe, «ci ha preceduti con la sua carità. L’accoglienza è stata subito calorosa».

Dei tre frati, c’è chi studia, chi presto lavorerà, chi darà una mano alla pastorale dei migranti e della carità in diocesi. «Soprattutto vorremmo – spiega fra’ Alessio – che i nostri impegni nascessero e venissero sostenuti dal carattere contemplativo di questa nostra piccola comunità». Davanti alla cucina c’è una piccola cappella, semplicissima, quasi ad unire il grembiule alla preghiera. Nessuno dei tre è sacerdote e, al momento, secondo lo spirito delle origini, vogliono restare frati e basta.

Mercoledì 29 novembre, nella festa dei santi dell’Ordine francescano, il Vescovo e il padre Provinciale hanno inaugurato la nuova comunità. Ma perché l’Ordine ha deciso di lasciare l’antico convento di San Domenico per questa casa nel quartiere di San Paolo? Padre Fiorenzo Locatelli lo aveva spiegato, indirettamente, al nostro settimanale, appena eletto provinciale dal Capitolo dei frati: «È nostra intenzione inviare sempre di più i frati – spiegava Locatelli – soprattutto i giovani, a fare apostolato nelle parrocchie o a costituire nuove presenze di preghiera e di testimonianza in mezzo alle nuove povertà, come quella nata nel campo nomadi di Sesto Fiorentino». Proprio da questa esperienza di frontiera nasce la nuova comunità pratese.

Anche fra’ Simone ha vissuto in una roulotte tra i rom, condividendone la vita e la povertà. «La chiusura del campo nomadi – sintetizza fra’ Simone – la consegna di San Domenico alla Diocesi, le decisioni del nostro Capitolo ci hanno portato fin qui. Sono tutti i frati minori della Toscana – precisa – che scommettono su questa nuova forma di presenza». Tra i progetti in ponte, c’è innanzitutto la collaborazione con mons. Santino Brunetti, vicario episcopale per gli immigrati, e la Caritas diocesana. «Il parroco di Gesù Divino Lavoratore, padre Sergio Perez, ci ha accolti subito con grande cordialità», aggiunge.

«Ora è il Signore ad aprirci una nuova strada». Intanto le strade le percorrono a piedi. «Quando ci dobbiamo spostare, spesso facciamo l’autostop – racconta fra’ Alessio – e sono molte le persone a darci un passaggio. Anche diverse persone di fede islamica si sono fermate». Che sia anche questo un segno di San Francesco?