Prato

La nuova geografia della Diocesi

di Gianni RossiCambia le geografia della Diocesi.Spariscono le zone pastorali, ma restano i Vicariati, che da sei diventano sette.È questo, in sintesi, il risultato di un provvedimento del Vescovo, datato domenica 26 novembre, solennità di Cristo Re, ma reso noto soltanto in questi giorni. In pratica si tratta di una semplificazione dell’organizzazione territoriale ecclesiale, finora impostata su due differenti livelli: il vicariato foraneo, che per la città corrispondeva all’incirca alle circoscrizioni amministrative comunali, e le zone pastorali, costituite da gruppi di parrocchie viciniori. Le funzioni che il Codice di Diritto Canonico attribuiva ai Vicariati erano finora delegate alle zone pastorali. Ora si cambia.

Come dicevamo, resta soltanto l’articolazione in Vicariati. Uno di questi, Prato sud, fino ad oggi il più ampio, è stato suddiviso in Prato sud – est e Prato sud – ovest. Lo stesso mons. Simoni spiega il motivo di questa riorganizzazione nel decreto: lo scopo è quello di «favorire il miglior funzionamento della comune attività pastorale interparrocchiale, dopo anni di applicazione e sperimentazione delle Direttive sui Vicariati e le zone pastorali dell’8 settembre 1997». Specifica il Vescovo: «La sperimentazione è stata attuata, prevalentemente, a livello zonale sub-vicariale ed è risultata fruttuosa, ma al tempo stesso non senza qualche difetto».

A quali problemi si riferisce mons. Simoni? Spiega mons. Carlo Stancari, vicario episcopale per la pastorale: «La collaborazione interparrocchiale, nonostante diversi anni di sperimentazione, è ancora un obiettivo importante da perseguire e si presenta molto diversificata a seconda delle zone. Tenendo conto anche dell’omogeneità del territorio diocesano, il Vescovo ha ritenuto opportuno semplificare la geografia diocesana mettendo in rete tutti i sacerdoti del medesimo vicariato. Si spera che così sia più facile dialogare e collaborare, tenendo presente che esperienze a livello interparrocchiale più ristrette potranno essere sempre intraprese o, nel caso, proseguite».In ogni caso, precisa il decreto, «una più precisa articolazione e collaborazione concreta all’interno dei vicariati è affidata alla scelta del presbiterio locale».

Il provvedimento del Vescovo è stato adottato al termine delle riunioni interparrocchiali tenutesi all’inizio di questo autunno: la riorganizzazione territoriale nasce infatti dalla consultazione tra i sacerdoti dei vari vicariati.