Chi segue Gesù è veramente un uomo libero

Letture del 1 luglio, 13ª domenica del tempo ordinario: «Eliseo si alzò e seguì Elia» (1 Re 19,16.19-21); «Sei tu, Signore, il mio unico bene» (Salmo 15); «Siete stati chiamati alla libertà» (Gal 5,1.13-18); «Ti seguirò dovunque tu vada» (Lc 9,51-62)

DI BRUNO FREDIANI

Gesù si presenta come un maestro che raduna attorno a sé dei discepoli. Era questa una pratica diffusa sia in Israele (vedi prima lettura) sia anche in altre religioni. I discepoli erano assidui all’insegnamento del maestro e ne raccoglievano e diffondevano le parole e i messaggi.

Discepoli di Gesù si diventa non per propria scelta, ma per chiamata, per vocazione: «Vieni e seguimi». Non si tratta di una speciale vocazione che riguarda alcuni privilegiati che si consacrano al servizio di Dio, ma dell’unico modo per stare insieme con lui, per vivere la nostra fede: il discepolato, la sequela. Gesù invita tutti a seguirlo, senza eccezioni, senza esitazioni e nostalgie.

Gesù è sulla strada di Gerusalemme, dove sa bene ciò che lo attende, e tuttavia vi si dirige «decisamente». Lui stesso si affida pienamente alla volontà del Padre, e invita i discepoli a seguirlo proprio su quella strada.

Il discepolo, per poter collaborare alla missione del Maestro, deve essere pronto a condividerne la vita e il destino, riconoscendolo e accettandolo come scelta di vita. Non si tratta di aderire a una dottrina, ma di legarsi ad una persona.

I vangeli, raccontando gli incontri di Gesù con le persone e il suo invito a seguirlo, sembrano vedervi un appello a tutti i cristiani. Luca, ad esempio, lascia anonimi gli interpellati e non riferisce la loro risposta, e, collegando con chiari riferimenti letterari la chiamata dei discepoli all’antico Testamento, dice che Gesù compie le Scritture, ma presenta anche gli incontri storici con Gesù come profezia che attende un pieno compimento nei cristiani. Essi sono i discepoli del Cristo risorto e lo incontrano nella parola, nei sacramenti e nel prossimo.

Il cristiano segue Gesù nel distacco dai beni materiali, nel disprezzo di tutto ciò che è male e nel rifiuto di ogni attaccamento al passato. Nessun valore, nessuna legge, nessun rapporto umano per quanto stretto può venire prima di Gesù. Egli è il significato totale della vita.

Cristiano è colui che ha scelto Cristo e lo segue. Per seguirlo decide di liberarsi di tutto, di essere un viaggiatore senza bagaglio, senza idee preconcette, senza troppi legami terreni. Come Eliseo, bruciare il carro e immolare i buoi. Bisogna essere pronti ad affrontare le fatiche e i pericoli del viaggio, anche se dovesse condurre al Calvario.

L’adesione incondizionata alla persona di Gesù, l’obbedienza assoluta a lui sono atti liberatori. Chi segue Gesù è veramente un uomo libero, senza padroni. Un uomo libero dalla schiavitù delle cose, del potere, del denaro, del sesso, libero perfino da se stesso.

La risposta del discepolo alla chiamata di Gesù è positiva, senza reticenze, senza rimpianti, totale, lieta e generosa. Assomiglia un po’ a quella della sposa che abbandona tutto, padre, madre, fratelli, sorelle, casa della sua fanciullezza con tutti i suoi ricordi, per vivere l’avventura dell’amore con colui che il suo cuore ha scelto.